Coronavirus, ieri altre tre vittime Contagiato un anziano su dieci
Aumenta ancora la pressione sui reparti degli ospedali comaschi e lombardi

Coronavirus, ieri altre tre vittime
Contagiato un anziano su dieci

Sono 5.300 i comaschi over 75 che hanno contratto il virus dall’inizio dell’emergenza - Intanto crescono i ricoveri: in provincia ieri erano 233

Como

La pandemia non è ancora finita e alla vigilia della possibile e temibile terza ondata ormai più di un anziano su dieci a Como ha incontrato il virus.

Dall’inizio della pandemia 5.300 comaschi over 75 hanno ricevuto l’esito positivo di un tampone, è il 7,5% dei 70mila residenti nella nostra provincia compresi in questa fascia d’età. La circolazione del virus soprattutto nelle fasi iniziali della pandemia non è però stata tracciata con puntualità, nemmeno tra le persone spirate ed è scontato immaginare che i veri positivi siano in realtà molti di più. Dunque il Covid ha ormai toccato una fetta molto importante anche tra i cittadini potenzialmente più deboli e a rischio.

Più dell’80% dei 1.524 decessi registrati per colpa del Covid nel Comasco da marzo a ieri riguarda cittadini over 75. Negli ospedali lariani è capitato di aver dimesso persone di 90 anni che sono riuscite a sconfiggere il virus, mentre invece i medici hanno pianto cittadini che non avevano ancora compiuto 50 anni.

In Lombardia ieri l’andamento della pandemia è rallentato, ma a fronte di soli 15mila tamponi analizzati, nemmeno la metà rispetto ai picchi dei mesi scorsi. Con un tasso di positività in discesa, al 7,1%. I nuovi 54 positivi di Como seguono come sempre al dato di Milano (+355), a quello di Varese (+144) e di Brescia (+135), è in salita anche Pavia (+95). I decessi sempre a livello lombardo sono stati abbastanza contenuti 54, tre interessano il territorio di Como. La peggiore notizia arriva dagli ospedali. Più che dalle terapie intensive, 4 letti occupati in più, dai reparti ordinari che segnano un aumento davvero massiccio dei positivi ricoverati, 119 posti occupati in più al netto delle dimissioni.

A Como il pronto soccorso del Sant’Anna come quello del Valduce sono in difficoltà, in particolare perché pandemia a parte aumentano i malati con i consueti problemi stagionali, riacutizzazioni, polmoniti batteriche, problemi respiratori.

L’Asst Lariana sta curando nei suoi presidi 233 pazienti Covid, una crescita forte rispetto al giorno precedente, 223 ricoverati.

All’aumento dei nuovi ricoverati occorre infatti sempre sommare le possibili guarigioni e dunque le dimissioni. All’ospedale di San Fermo della Battaglia i letti occupati per colpa del virus crescono, sono 169, 15 malati sono in terapia intensiva e fermi in pronto soccorso ci sono altri cinque positivi. A Cantù i malati Covid sono 30, quattro in rianimazione più due in pronto soccorso, poi ci sono i 18 casi lievi seguiti a Mariano Comense ed altri 9 Covid con sintomi non gravi in cura in Napoleona. A parte il calo dei positivi e dei tamponi che emerge dal bollettino regionale diffuso ieri, nel territorio di Como i contagi nei giorni scorsi sono aumentati a ritmi di anche oltre 400 unità al giorno. Il timore dei sindacati è che il sistema dei tracciamenti regga dovesse davvero arrivare una forte terza ondata. «Dopo il calo della seconda ondata con la curva dei contagi bassa – commenta Salvatore Monteduro, segretario della Uil del Lario - le autorità sanitarie hanno recuperato tutto il terreno perso tra ottobre e novembre sui tracciamenti. Se ora il contagio dovesse risalire in fretta, fatto non auspicabile, è importante che test e controlli proseguano con puntualità».


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