Flop della Lega alle comunali, mai così male dal 1994

Il voto a Como L’ultimo risultato della Lega (6,65%) è il peggiore dall’introduzione dell’elezione diretta del sindaco. Il boom nel 1998 con il 21%, non era mai scesa sotto il 7%

Flop della Lega alle comunali, mai così male dal 1994
Alessandro Fermi, Matteo Salvini, Alessandra Locatelli ed Elena Negretti

La Lega non aveva mai raccolto in città così pochi consensi alle elezioni amministrative da quando esiste l’elezione diretta del sindaco. Significa qualcosa come in 28 anni. E questo vale sia in termini percentuali che in valori assoluti. Il Carroccio è l’unico partito del centrodestra per cui si può fare il confronto con tutte le competizioni elettorali per la scelta del primo cittadino poiché non è mai cambiato, a differenza di Forza Italia e FdI che si erano anche fusi nel Pdl.

Tornando alla Lega e alle ultime elezioni del 12 giugno scorso, le prime in cui il centrodestra non va al ballottaggio, la percentuale di voti ottenuta è stata pari al 6,65% (che corrisponde a 1.935 voti di lista). Si tratta, come detto, del dato più basso di sempre relativo alle comunali. Nel 2012, quando vinse Lucini, la Lega corse da sola e ottenne il 7,37% (2.662 preferenze).

Mai sotto il 7%

In pratica finora non era mai andata sotto il 7% e nemmeno al di sotto delle duemila preferenze singole. Spulciando la storia all’indietro l’anno migliore per i lumbard è stato il 1998, quando Alberto Mascetti venne sconfitto da Alberto Botta, ottenendo comunque il 20,57% dei consensi (pari a 8.490 preferenze). Nel 1994, il primo anno di elezione diretta del sindaco a Como il Carroccio registrò il 14,91% (7.772 voti).

Nelle altre tre elezioni, 2002, 2007 e 2017, il partito si è attestato sempre attorno al 10%. Per la precisione il 10,18% nel 2002 (4.192 le preferenze), il 10,8% nel 2007 (4.319 preferenze) e il 10,06% nel 2017 (con 3.258 voti raccolti dalla lista). In tutte e tre queste tornate elettorali la Lega è stata al governo, anche se nel primo mandato Bruni aveva poi ritirato gli assessori dopo una frattura con il sindaco. Durante il mandato Landriscina la Lega ha sempre sostenuto il sindaco, a differenza degli alleati che in più occasioni si sono smarcati fino ad arrivare a bocciare la sua ricandidatura, sostenuta invece dal Carroccio. E anche nel corso della campagna elettorale con Giordano Molteni, candidato della coalizione del centrodestra, scelto da Fratelli d’Italia, i lumbard hanno sempre ringraziato Landriscina e usato parole molto positive per definire l’amministrazione uscente. Lo stesso segretario federale Matteo Salvini aveva dichiarato: «Ritengo che Landriscina abbia lavorato bene nonostante il periodo difficile in cui si è trovato ad amministrare la città, e a dimostrazione dell’ottimo giudizio sull’operato candidiamo nella Lega l’assessore uscente Elena Negretti».

E dopo il risultato - va precisato che il tasso di astensionismo è stato molto alto, visto che ha votato solo il 44,29% - anche nella Lega, nella base soprattutto, c’è chi rimprovera ai vertici la difesa fino all’ultimo di Landriscina che, di contro, ha invitato a poche ore dal voto i suoi elettori a fare il voto disgiunto sostenendo Negretti, ma non Molteni. Molteni che, vale la pena ricordarlo, non è andato al ballottaggio per 103 voti.

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