I rifiuti dei clan sul tavolo del ministro  Assessore rompe il silenzio del Comune
I cumuli di rifiuti accatastati a La Guzza. Molti dei quali sarebbero stati sotterrati sotto la tangenziale (Foto by butti)

I rifiuti dei clan sul tavolo del ministro

Assessore rompe il silenzio del Comune

Traffico di veleni, interrogazione al ministro: «Accertamenti sugli omessi controlli»

Il caso dei rifiuti sotterrati sotto la tangenziale di Como approda sul tavolo del ministro Roberto Cingolani. A chiamare in causa il responsabile del dicastero della Transizione ecologica è il deputato comasco di Fratelli d’Italia Alessio Butti. Il quale ha depositato un’interrogazione urgente con risposta in commissione.

L’interrogazione al ministro

«Nei giorni scorsi - scrive Butti - “La Provincia di Como”, e successivamente altri organi di stampa, ha riportato la notizia secondo la quale» un uomo legato alla «’ndrangheta avrebbe rivelato l’esistenza di discariche di rifiuti tossici e inquinanti sotto i cavalcavia della Pedemontana in località “La Guzza” a Como». Alla luce della deposizione in aula dell’imputato, Butti scrive: «L’inquinamento del sottosuolo, probabilmente meno visibile rispetto a quello atmosferico, comporta conseguenze ancor più tragiche se si considera la permeabilità del terreno e la successiva dispersione delle sostanze tossico nocive in prossimità di falde e centri abitati». E rivolge al ministro una serie di quesiti: «Se sia a conoscenza di quanto emerso e quale opinione abbia in relazione ai fatti. Quali siano i provvedimenti, per quanto di competenza, che intenda assumere per “sistemizzare” i controlli sul territorio per prevenire l’accumulo illecito di rifiuti nel sottosuolo. Se non ritenga di dover inasprire le sanzioni per i responsabili di qualsiasi tipo di inquinamento, nel caso di specie del sottosuolo. Se abbia un’idea chiara delle responsabilità relative all’omesso controllo e quali provvedimenti intenda assumere per verificare quanto denunciato dalla stampa».

L’interrogazione di Butti arriva nei giorni in cui il Comune di Como, di fronte all’inquietante verbale di udienza sul seppellimento di non meno di due bilici di rifiuti nel sottosuolo cittadino, sceglie la strada di un commento tanto generico quanto scontato.

L’assessore rompe il silenzio

A smarcarsi dalla posizione di basso profilo scelta dall’amministrazione Landriscina, di fronte a un tema così importante, è l’assessore Marco Butti, in passato - quando era consigliere di circoscrizione - in prima linea a denunciare il rischio di traffici illeciti di rifiuti.

Sulla sua pagina facebook l’assessore di Fratelli d’Italia scrive: «Le notizie di questi giorni, relativamente alle dichiarazioni rese in udienza circa lo smaltimento di rifiuti sotto i ponti della Pedemontana, mi riportano a situazioni vissute anni fa, da semplice presidente di Circoscrizione. Ricordo, infatti, le vicende legate all’ex Lechler» di Ponte Chiasso «e all’ex Rivarossi» di Sagnino «quando denunciai movimenti strani ed ebbi modo di scrivere e riferire alle autorità competenti. Ricordo allora come vi fu solo il sostengo di tutti i componenti della Circoscrizione e di quei residenti che fotografarono movimenti strani durante alcune calde domeniche di luglio. Occorre fare chiarezza senza se e senza ma, con la consapevolezza che le vicende di quegli anni, purtroppo, non hanno rappresentato un episodio isolato e che, in territorio come il nostro, serve mantenere sempre alta l’attenzione».

Una voce fuori dal coro, in una giunta fino a oggi silente e quasi disinteressata.


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