La difesa dei benzinai: «Caro benzina, colpa delle compagnie»
Il distributore Eni di viale Giulio Cesare

La difesa dei benzinai: «Caro benzina, colpa delle compagnie»

Daniela Maroni: «Como meno conveniente? Ma sono le società petrolifere a imporre il prezzo». Sconto regionale verso l’aumento

«Benzina e diesel più cari vicino al confine con la Svizzera? Non è certo colpa dei gestori, ma delle compagnie petrolifere». Daniela Maroni, presidente Figisc (Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti) e consigliere regionale della Lombardia, mette subito le mani avanti: nessun benzinaio comasco vuole “fare la cresta” sul pieno in città.

A guardare l’elenco dei prezzi rilevati lunedì nei 22 benzinai della provincia di Como, pare chiaro che il costo del carburante sia più alto quanto più ci si avvicini al confine con la Svizzera. Cioè, il prezzo è più alto in quelle stazioni di servizio dove, a logica, è più facile che qualcuno utilizzi lo sconto regionale tramite la tessera sanitaria (23 centesimi in fascia A per la benzina, 15 in fascia B e 8 per il gasolio).

Ma allora, chi fa “il furbo”?. «Non i gestori delle pompe - sottolinea subito Daniela Maroni - ma sono le società che impongo i prezzi. Come mai c’è questa varietà di costi? Sono i singoli marchi che decidono dove mettere i prezzi più alti e più bassi. E poi c’è anche la variante determinata dalle cosiddette pompe bianche, che hanno dei prezzi concorrenziali. Da parte sua il gestore non ha margine di intervento sulla “quotazione” del carburante: in pratica può variare il prezzo di soli 7 millesimi di euro».

E c’è comunque la concorrenza più agguerrita di tutte, rappresentata dai distributori di carburante in Svizzera. Ma su questo la Maroni assicura: «Lo sconto verrà adeguato, per rimanere in pari con il Canton Ticino».

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