L’ira di Rapinese contro l’ex Martinelli  «Se parlassi potrei toglierti la dignità»
Como Paolo Martinelli, Fulvio Anzaldo e Alessandro Rapinese consiglio comunale (Foto by Andrea Butti)

L’ira di Rapinese contro l’ex Martinelli

«Se parlassi potrei toglierti la dignità»

La polemica politica diventa rovente e l’ex candidato sindaco lancia strali personali

Non si è fatta attendere la reazione di Alessandro Rapinese a fronte della decisione del “suo” consigliere, Paolo Martinelli, di sfilarsi e uscire dal gruppo. In un video pubblicato sui social l’ex (e futuro) candidato sindaco ha attaccato violentemente, più sul piano personale che politico, l’ormai ex alleato. Per comprendere l’epilogo è necessario chiarire da cosa nasce: martedì sera, un po’ a sorpresa, Paolo Martinelli (che alla lista Rapinese ha portato qualcosa come 423 preferenze) annuncia l’uscita dal gruppo spiegando: «Ho sempre dato fastidio a Rapinese, a lui non piace il mio modo di fare, di agire. Ho di sicuro commesso degli errori. Sono giovane, non ho mai fatto politica e non sono nato imparato. A Tavernola ho fatto capire che ero presente, al servizio dei cittadini anche stando all’opposizione. Ho cercato di fare il buon cantoniere, ho portato dei frutti. Ma a Rapinese non interessa, lui vuole solo il consenso».

Un attacco politico, a cui il già due volte candidato sindaco - e da sempre all’opposizione - ha risposto con un affondo personale contro l’ex alleato, arrivato anche a portare a galla noie giudiziarie pregresse per fatti colposi, sfociate in un nulla di fatto. «Fermati Paolino, cosa stia combinando?» esordisce nel video diffuso via social. «Sai bene che non è vero che hai dato fastidio a Rapinese. Ti ricordi quando eri entrato nel mio ufficio? All’epoca eri indagato per omicidio colposo (vicenda riferita a un infortunio sul lavoro in un cantiere su cui lavorava anche Martinelli ndr), poi i fatti si sono risolti, ma non ho fatto un plissè, vedevo che eri un bravo ragazzo e ti ho voluto candidare. Mi sono comportato bene e ho avuto subito fiducia in te. Poi tu dici che pian piano hai combinato degli errori, ma vuoi spiegare bene questi errori? Sai perché non ho spiegato questi errori? Perché se li spiegassi ti toglierei ogni briciolo di dignità», avvertimento ripetuto per ben due volte. Dal canto suo Martinelli replica: «Sono in trasferta a lavorare per un impegno giorno e notte, come lui lo sa, e non voglio rilasciare nessuna dichiarazione». No comment anche da parte dell’ultimo consigliere rimasto nel gruppo, Fulvio Anzaldo


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