Lo scandalo dell’asilo Sant’Elia. Ora spunta la discarica (con divano)

Via Alciato Da oltre tre anni il gioiello del Razionalismo è chiuso e inutilizzato. Lavori al palo. La novità? Cumulo di rifiuti all’esterno. E i residenti hanno ripreso l’uomo che li ha scaricati

Lo scandalo dell’asilo Sant’Elia. Ora spunta la discarica (con divano)

Una bicicletta senza sellino, un divano bianco e altri oggetti accatastati. L’ultimo utilizzo dell’asilo Sant’Elia, chiuso da tre anni e ben lontano dal riaprire i battenti, è quello di discarica, almeno nell’area esterna. Così deve averlo considerato, perlomeno, la persona che mercoledì sera, attorno alle 21, ha lasciato il materiale davanti al gioiello razionalista. Interrogato dai residenti, i quali l’hanno colto in flagrante, il diretto interessato si è incredibilmente difeso dicendo che l’azione sarebbe stata concordata con Aprica: l’azienda si sarebbe poi occupata dello smaltimento degli oggetti.

Gli abitanti del quartiere hanno annotato la targa e denunciato il fatto alla Polizia locale, nell’attesa di capire se la persona sarà individuata e sanzionata. La spazzatura è rimasta in loco fino al tardo pomeriggio di ieri, quando gli operai e un mezzo di Aprica sono intervenuti per smaltire quella che, a tutti gli effetti, era diventata una discarica improvvisata.

È solo l’ultimo umiliante capitolo di una vicenda cominciata nel 2019 quando fu comunicato ai genitori del plesso la chiusura dell’asilo per lavori: all’inizio, gli interventi promessi dall’amministrazione Landriscina sarebbero dovuti durare qualche mese, dall’estate 2019 a pasqua 2020: prevedevano il rifacimento dei controsoffitti e la sistemazione delle tende, un problema che costringeva le maestre a coprire i finestroni con dei cartoni per provare, senza successo, a evitare che il calore del sole trasformasse l’edificio in un forno. Poi, fra lavori partiti e sospesi, la struttura non è mai stata riaperta. Non solo: nei mesi scorsi, è stata anche imbrattata dai writer. Ora toccherà alla nuova giunta chiudere la partita.

Nel mentre, i bambini sono stati spostati alle elementari di via Viganò, struttura però non idonea, secondo le mamme e i papà, a ospitare «bambini di età compresa dai 3 ai 5 anni e a dare il corretto contributo didattico e pedagogico che richiede una scuola materna». Nella missiva, firmata dalla rappresentante dei genitori nel consiglio d’istituto Elena Albonico e inviata in Prefettura, vengono fatti alcuni esempi, dai servizi igienici non idonei alla presenza di scale. «Manca uno spazio giochi adeguato - continua – oggi è ricavato dal vecchio parcheggio». Stando ai genitori, «l’attuale giunta non si è degnata di rispondere alle numerose sollecitazioni arrivate da dirigenti, insegnanti e genitori, e anzi è apparsa, nella figura del sindaco, quasi infastidita dalla richiesta di spiegazioni».

Nel documento, si chiede una sistemazione adeguata per l’inizio del nuovo anno scolastico. Per le famiglie, sarebbe perfetta la sede dell’università della Terza età di via Palestro, in origine proprio un asilo: «Una parte dell’attuale struttura contiene tuttora uno spazio giochi per la materna. Non si possono privare i bambini del loro diritto a crescere in un ambiente idoneo». Anche la preside dell’istituto comprensivo Como Centro Valentina Grohovaz ha inviato una lettera al Comune per chiedere l’utilizzo proprio dell’edificio in via Palestro.

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