Meloni con Molteni:«Grazie a Landriscina ma ora salto di qualità»
Giordano Molteni, Giorgia Meloni, Alessio Butti e Stefano Molinari (Foto by butti)

Meloni con Molteni:«Grazie a Landriscina ma ora salto di qualità»

Verso il voto Ieri in città la leader di Fratelli d’Italia: «Bisogna mettersi in discussione per poter far meglio»

Non buttare le cose positive fatte dall’amministrazione Landriscina, ma guardare oltre per «un grande salto in avanti». È questa la linea tracciata ieri dal candidato sindaco del centrodestra Giordano Molteni e dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia, ieri in città per sostenere la sua candidatura, voluta proprio da FdI. Una sorta di continuità, quindi, «sul lavoro fatto bene», ma per il resto «un rilancio completo».

«Città particolare»

«Como è una città molto particolare - ha detto Meloni nella sala strapiena del Metropole & Suisse, annunciando che tornerà in città nelle prossime settimane per un comizio in piazza di fianco al deputato Alessio Butti e al segretario provinciale Stefano Molinari - che risponde a molte delle materie sulle quali Fratelli d’Italia si è distinta in questi anni: eccellenza, marchio identitario, lavoro sul turismo, c’è molta corrispondenza e pensiamo di poter fare qui un ottimo lavoro». E ha aggiunto poco dopo: «Sono molto fiera che FdI esprima il candidato sindaco del centrodestra, che qui è unito e compatto, e Molteni è la persona perfetta: ha grande esperienza amministrativa, sa ascoltare, è molto paziente, è tenace ed è anche un maratoneta, che significa grande preparazione, resistenza e disciplina. Tutte qualità molto importanti». Meloni ha voluto sottolineare che « Como è una sfera di cristallo dell’eccellenza italiana. Ci vedo l’Italia bella, con la bellezza dei luoghi che sono diventati un marchio di fama mondiale. Qui c’è poi l’Italia operosa, con una forte identità. E ci sono le questioni legate al rapporto con la Svizzera e ai frontalieri. Una città con tante peculiarità e, in un mondo fatto di globalizzazione, si deve investire su quello che gli altri non ci possono copiare». Ecco allora che vede il capoluogo e le elezioni di giugno come «un laboratorio che mostri come ogni parte d’Italia debba lavorare per svilupparsi e amare sè stessa sviluppando le proprie capacità».

La leader di Fratelli d’Italia ha sottolineato di conoscere bene la città (il deputato Alessio Butti l’ha definita «una secchiona») e ha ricordato di essere una fan di Van De Sfroos e di «cantare le sue canzoni».

Mettersi in discussione

Meloni non si è sottratta alla domanda sul perché i comaschi dovrebbero dare nuovamente fiducia al centrodestra, che ha deciso questa volta di puntare però su un nome nuovo: «Io penso che dobbiamo ringraziare il sindaco Landriscina, ma l’ambito locale ci ha chiesto di prendere un patrimonio rilanciarlo ancora di più. Si può migliorare e bisogna essere capaci di mettersi sempre in discussione». Avere il coraggio di cambiare, per sintetizzare. Poi Meloni ha chiarito: «Non abbiamo niente da recriminare rispetto al passato, ma pensiamo di poter fare il grande salto in avanti e che questo lo si possa fare con un ruolo forte di Fratelli d’Italia, che è stata nell’amministrazione uscente facendo un grande lavoro su un tema come il recupero urbanistico in un territorio così bello con edifici che rischiano di essere l’ecomostro di turno Con un ruolo ancora più forte si farà un salto di qualità». E lo stesso Molteni ha rivendicato di «essere pronto, partendo dalle piccole cose per rilanciare la città, senza buttare quello che è stato fatto bene».

Da registrare ieri anche una manifestazione non annunciata sul lungolago (e pure in viale Cavallotti) contro Meloni. E due note distinte di Pd e Agenda Como 2030, entrambi partiti della coalizione di centrosinistra a sostegno di Barbara Minghetti, che hanno attaccato Meloni dicendo che «questa giunta non ha fatto nulla» e che «Landriscina ha affossato la città».


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