Ordini professionali contro i no vax  «Per loro sospensione inevitabile»
Per i sanitari vaccinazione obbligatoria, pena la sospensione (Foto by butti)

Ordini professionali contro i no vax

«Per loro sospensione inevitabile»

Medici, infermieri, farmacisti non hanno alcun dubbio«Ricevuti gli elenchi dovremo per forza agire»

Medici, farmacisti e infermieri sono pronti a sospendere i sanitari no vax. L’Ats ha individuato circa 600 sanitari comaschi che non hanno assolto l’obbligo vaccinale nonostante i solleciti. Sono pronte a partire quindi le prime 400 comunicazioni che formalizzano la sospensione dal lavoro. Ove possibile aziende e ambulatori demansioneranno questi sanitari a incarichi non a contatto con il pubblico.

«Dobbiamo prenderne atto e comunicare la sospensione – dice Gianluigi Spata, presidente dell’Ordine dei medici di Como – nient’altro. Lo prevede la legge, è un obbligo da rispettare. Ricevuti gli elenchi dovremo recepire la sospensione e trasmetterla al medico interessato. Detto che gli avvisi riguardano tutti i sanitari, la copertura tra i medici di medicina generale di Como è altissima. Comunque, compiuto questo ultimo passaggio, il sanitario sospeso non può più svolgere la sua attività a contatto con il pubblico. Sarà poi eventualmente l’azienda o la realtà presso cui lavora a vedere se ci sono le condizioni per trovare altre mansioni».

Dunque non c’è bisogno secondo l’Ordine dei medici di un’istruttoria interna, di un procedimento disciplinare. «Sono cavilli burocratici, ma attendiamo istruzioni – spiega Dario Cremonesi, presidente dell’Ordine degli infermieri di Como – perché dobbiamo agire in maniera uniforme in tutto il territorio nazionale. L’Ordine comunque inibisce dal lavoro direttamente quei sanitari che non dipendono da altri, i libero professionisti. Con le aziende sanitarie e le attività private invece occorre capire se ci sono altre mansioni non a contatto con il pubblico. Comunque ricordo che la posizione dei sanitari che non si sono volontariamente fatti vaccinare è temporanea. Legge alla mano vale fino a fine anno e in qualsiasi momento l’interessato può assolvere l’obbligo, quindi farsi vaccinare, tornando al suo posto. Quindi immagino serva anche adesso una continua pressione come opera di convincimento».

Inizialmente a Como l’Ats aveva individuato circa 2mila sanitari non vaccinati, in una fase successiva era stata aggiunta una specifica categoria di operatori delle Rsa. Poi nel corso dei mesi, a detta di Ats, circa quattro sanitari non vaccinati su dieci si erano convinti.

«Confido anch’io che vengano concordate soluzioni omogenee – dice Giuseppe De Filippis, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Como – perché i singoli ordini non facciano scelte diverse e il trattamento sia impari a Milano oppure a Lecco. Premesso comunque che sostenere la campagna vaccinale è fondamentale e che tutti devono farsi vaccinare per sconfiggere la pandemia, mi preme dire che i sanitari che non hanno assolto l’obbligo non vengono espulsi dalla professione. Vengono sospesi per un tempo determinato dallo svolgere la professione».

Ma cosa s’intende per sanitari? Medici, pediatri, infermieri, farmacisti, ma anche per esempio specialisti ospedalieri, dentisti, odontoiatri, veterinari, psicologi, ostetriche, tecnici della diagnostica e della radiologia, dietisti e igienisti dentali, podologi, logopedisti, educatori professionali, terapisti occupazionali, fisioterapisti, assistenti alla poltrona, operatori socio sanitari delle Rsa. Tutti a rischio sospensione o demansionamento.
S.Bac.


© RIPRODUZIONE RISERVATA