Santarella all’università? Solo parole
L’assessore: «Non c’è nulla di definito»

In consiglio comunale la risposta di Gervasoni a una interpellenza del consigliere Rovi - E dire che solo un anno fa il sindaco prometteva la realizzazione della biblioteca dell’Insubria

Santarella all’università? Solo parole L’assessore: «Non c’è nulla di definito»
L’area Ticosa ridotta in una giungla. Sullo sfondo, tra le piante, si scorge la Santarella
(Foto di butti)

Como

«Sulla Santarella nero su bianco non c’è niente».

Così ha riferito l’assessore ai Lavori pubblici Pierangelo Gervasoni durante il consiglio comunale di lunedì sera interpellato attraverso un’interrogazione del consigliere della minoranza Civitas Guido Rovi.

Come noto l’ex centrale termica a lato della Ticosa è disastrata, l’edificio era stato anche interessato da un incendio cinque anni fa tanto risultare, leggendo le perizie dei tecnici, «gravemente compromesso».

Da allora nulla è cambiato. Anzi, al massimo di recente la Ticosa è tornata ad essere una selva intricata con il laghetto e una fauna che non ha davvero nulla di cittadino. Salvo che la politica locale ha più volte annunciato prima di voler ricavare un mini parcheggio e poi di voler dare all’università dell’Insubria la struttura per costruire una nuova biblioteca.

«Ma sulla trasformazione in biblioteca dell’edificio non c’è niente di nero su bianco – ha detto in aula l’assessore –. I contatti con l’ateneo sono ben avviati. Però sulla Santarella non è stato fatto niente: aggiungo che se non sappiamo cosa esattamente si vorrà fare della struttura e con quale uso, mi pare assurdo spendere dei soldi. Non è mia intenzione fare ulteriori perizie».

Risale però come detto soltanto a giugno l’annuncio del sindaco Mario Landriscina, in conferenza stampa accanto al rettore dell’Insubria Angelo Tagliabue, della futura realizzare nella Santarella di una biblioteca per l’area umanistica e giuridica con spazi per laboratori, coworking e aule studio. Un’idea che evidentemente non ha ad oggi alcun fondamento concreto.

Ma di nuova casa per gli umanisti dell’Insubria si parla da parecchio tempo, sono anni. Basti ricordare che nel 2018 l’attuale rettore dell’ateneo Angelo Tagliabue, candidato con il pro rettore di Como Stefano Serra Capizzano, nel suo programma citava tra gli investimenti sull’edilizia universitaria «la costruzione di una biblioteca per il polo umanistico giuridico».

Inizialmente doveva sorgere un edificio nuovo di zecca nell’area antistante Sant’Abbondio vicino a dove si svolge la fiera. Ma già all’epoca del precedente rettorato si era parlato anche della Santarella. A dire il vero nel programma elettorale di Tagliabue e Capizzano compare anche «la ristrutturazione dell’area di via Castelnuovo». Le risorse sono a bilancio, ma le palazzine ex Politecnico continuano a rimanere inutilizzate. Veniva elencato anche «il collegio Santa Teresa», di proprietà comunale, chiuso ormai dal luglio del 2013 che prima ospitava una residenza per fuori sede. Il Comune voleva riconsegnarlo all’ateneo, ma l’ateneo ha atteso a far partire dei lavori di riqualificazione avendo già tanti posti letto per studenti in città. Quindi si era detto non più interessato all’immobile.

Le chiavi sono state chieste a sorpresa nell’estate del 2019. Dopo la riconsegna dello stabile all’ateneo l’Insubria ha spiegato di voler attivare un centro congressi. Salvo alla fine, tornare in parte sui suoi passi. Ad oggi comunque il dormitorio è sempre chiuso.
S. Bac.

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