Vaccini, i medici comaschi
«Salvini non scherzi»

Selicorni, primario di Pediatria: «Utili, l’obiettivo deve essere proteggere i bambini e la popolazione» .Pregliasco, virologo: «È stato un bene renderli obbligatori, eravamo tra i paesi a rischio di malattie endemiche»

«Ritengo che dieci vaccini obbligatori siano inutili e in parecchi casi pericolosi se non dannosi»: sono queste le parole con le quali il ministro dell’Interno Matteo Salvini nel fine settimana ha riaperto un fronte, quello appunto della utilità dei vaccini, che sembrava ormai chiuso con la nomina a ministro della Salute di Giulia Grillo, un medico che non ha mai messo in dubbio l’utilità della copertura vaccinale. Tant’è che è intervenuta per affermare di essere «assolutamente a favore dell’uso delle vaccinazioni».

A Como le reazioni degli addetti ai lavori rientrano in questo solco. Per il dottor Angelo Selicorni, primario di Pediatria dell’ospedale Sant’Anna, «bisogna avere sempre presente qual è l’obiettivo da raggiungere, cioè proteggere i bambini e mantenere alto il tasso di copertura vaccinale».

Detto questo, prosegue, «vanno distinti due livelli. Quello medico scientifico, e quello politico. Sul primo non vi possono essere dubbi: la letteratura è concorde sulla utilità, nonché sulla non pericolosità dei vaccini. Su questo punto bisogna essere molto chiari per evitare bufale o fake news». Il primario rinvia al comunicato emesso dal Board del calendario vaccinale (Società italiana di pediatria, Società italiana di igiene, Federazione italiana medici pediatri, Federazione italiana medici di medicina generale): «I dieci vaccini proposti a tutela di tutta la popolazione, e in particolare di tutti i soggetti più fragili che non possono essere vaccinati, sono sicuri, efficaci e indispensabili a garantire la protezione di tutta la popolazione verso malattie gravi, pericolose e potenzialmente mortali».

Aggiunge il pediatra comasco: «La scienza non è una opinione né ha colore politico. Si basa solo sulla ricerca metodologicamente seria e verificata».

Per il dottor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università Statale di Milano, «Salvini ha fatto una sparata, ha scelto un modo maldestro per porre la questione, perché i vaccini proteggono chi li fa, offrono copertura all’intera comunità, e rappresentano una opportunità come strumento di sanità pubblica per attenuare i rischi di malattia»

Anche lui concorda sul fatto che «l’obbligatorietà sia oggetto di valutazione politica», ma ritiene che «nella situazione in cui si trovava l’Italia, con una copertura vaccinale scesa al di sotto dei livelli di soglia, al punto che gli Stati Uniti ci avevano inseriti tra i paesi a rischio di malattie endemiche, quella modalità era necessaria».

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