Viabilità a Como, le ricette dei “sindaci”

Il dibattito A Cinelandia il faccia a faccia fra i candidati a quattro giorni dal voto e davanti a una sala piena

Viabilità a Como, le ricette dei “sindaci”
Da sinistra Roberto Adduci, Fabio Aleotti, Vincenzo Graziani, Barbara Minghetti, Diego Minonzio, Michele Sada, Giordano Molteni, Adria Bartolich, Alessandro Rapinese
(Foto di butti)

Candidati sindaci a confronto ieri sera a Cinelandia. La prima domanda del faccia a faccia tra i papabili sindaci organizzato da La Provincia era incentrata sulla viabilità. È stato chiesto in una battuta rapida ai candidati un proprio fattibile cavallo di battaglia. Accanto al direttore del quotidiano, Diego Minonzio, a moderare l’incontro il capocronista Michele Sada e la redattrice Gisella Roncoroni.

La sala era quasi al completo, i cittadini comaschi non hanno fatto mancare la loro partecipazione. In ordine di intervento, secondo Alessandro Rapinese, a capo della lista che porta il suo nome, che vorrebbe dare ai comaschi fiducia nella politica affinché si sentano un popolo di nuovo unito, «sulla viabilità serve intelligenza e non solo opere pubbliche, come hanno fatto oggi la Prefettura e il Calcio Como per il trasporto dei tifosi ospiti allo stadio, al contrario di quanto successo la scorsa estate con i lavori alla rete idrica in via Borgovico che hanno paralizzato mezza città». Rapinese ha fatto riferimento al secondo lotto della tangenziale e ai parcheggi in Ticosa serviti da navette.

Adria Bartolich, che vorrebbe risolvere i nodi Ticosa e Ponte Chiasso, punta tutto sui mezzi pubblici. Secondo la candidata di Civitas e Il bene Comune, «bisogna dare la possibilità ai cittadini di spostarsi a basso costo su treni e bus, senza contrapposizioni ideologiche ai parcheggi, a patto di non creare punti di attrazione per il traffico».

Il candidato di centrodestra Giordano Molteni (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia) ambisce a dare a Como l’immagine di una città sicura, con un senso di appartenenza. Quanto alla viabilità «il tema è importante e passa dalla Regione e dallo Stato per il completamento del secondo lotto della tangenziale. Un’opera che farebbe transitare all’esterno della città il traffico proveniente dal Lecchese e dal Milanese. Quanto all’amministrazione comunale, si può meglio regolamentare la viabilità con i vigili e le forze dell’ordine e creare delle grandi aree di parcheggio servite da mezzi pubblici di collegamento».

La candidata di centrosinistra Barbara Minghetti (Pd, Svolta civica, Agenda Como 2030, Europa Verde, Como Comune) vorrebbe far vivere bene i comaschi nella loro città, valorizzando i quartieri, le scuole, lo sport e la cultura. «Il Comune deve affrontare il tema viabilità che è cruciale per il nostro ambiente e il nostro tempo non da solo, ma con la Regione, le ferrovie e gli altri Comuni per trovare soluzioni di ampio raggio. Con dei cambi di rotta: parcheggi esterni collegati, più servizio pubblico per treni, bus e navi, creare una navetta elettrica circolare, per poi togliere progressivamente i parcheggi dalle strade e far posto alle bici».

Vincenzo Graziani candidato di “Verde è Popolare” ha come cavallo di battaglia la sicurezza e sul traffico propone due provvedimenti a suo dire subito pronti. «Una rotatoria nuova in piazza del Popolo per snellire le code e mettere mano al nodo di piazza Amendola, un punto in cui si crea soprattutto la domenica un tappo da e verso Torno. Inoltre lavorerei sulla gestione dei semafori con sensori che migliorino le attese».

Per Fabio Aleotti candidato di Como in Movimento il primo punto, come recita il simbolo della sua lista, è bloccare la costruzione della terza linea dell’inceneritore. «I parcheggi sono un palliativo, non la cura. Sono anni che chiediamo parcheggi esterni e navette, è stato inaugurato solo un piccolo parcheggio in Ticosa a pochi giorni dalle elezioni. Serve un approccio innovativo, potenziando i mezzi pubblici, pensando anche una monorotaia per penetrare in città».

Roberto Adduci con la sua lista Comitato assemblee popolari pensa ai senzatetto e reputa «tutte le idee sentite ragionevoli, ma per arrivare a degli obiettivi serve lungimiranza, con un trasporto pubblico che sia sostenibile».

Il candidato di Italexit Francesco Matrale non ha preso parte al dibattito: «Sono dispiaciuto - ha fatto sapere - ma avevo organizzato in precedenza un’iniziativa in piazza Volta con i vertici del movimento».

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