Villa Olmo, altro che maxi progetto  Oltre il parco tutto dimenticato
Le condizioni esterne delle serre con le vasche per l’acqua completamente vuote (Foto by butti)

Villa Olmo, altro che maxi progetto

Oltre il parco tutto dimenticato

Il retro è transennato da mesi, la parte imbiancata è piena di macchie bianche

Al di là del ponte le serre abbandonate e lavori di restauro mai incominciati

Oltre al parco, il nulla. Il gioiello di Villa Olmo è abbandonato con il retro dell’edificio transennato ormai da mesi e senza che si sia visto un operaio al lavoro e con la parte verso il lago ritinteggiata, ma con evidenti segni e chiazze bianche. A questo si aggiunge l’annoso problema della mancanza di manutenzione della darsena piena di sassi e detriti e con le tubazioni a vista.

Il viaggio

E la situazione, al di là del ponte del chilometro della conoscenza, è di gran lunga peggiore. L’orto botanico, o almeno quella che dovrebbe essere la parte dedicata alle essenze, vede molti spazi vuoti e non c’è alcun percorso. Il sentiero porta però dritto all’area delle serre. I grandi vasconi esterni sono vuoti e in stato di abbandono, mentre le strutture dove fino a una manciata di anni fa i giardinieri comunali conservavano e curavano le piante (poi utilizzate per le cerimonie o negli uffici) sono invase da erbacce e rovi. Anche qui, nessuno lavora.

Il maxi progetto di recupero della Villa, finanziato con 5 milioni di euro da Fondazione Cariplo, è praticamente fermo da molto tempo ormai. Il recupero del parco e dell’orto botanico è stato completato nell’estate del 2018, in netto ritardo rispetto alle tempistiche annunciate nel 2014. Il cantiere per la riqualificazione delle serre è un mistero: il Comune a più riprese aveva annunciato l’avvio dei lavori entro la fine del 2019, ma così non è stato e non è neppure detto che partano nei prossimi mesi. C’è poi l’incognita del progetto complessivo sul restauro interno della villa, chiesto dalla Soprintendenza prima di autorizzare la collocazione di un ascensore, ma ancora in alto mare. La sistemazione dei piani superiori, così come il ristorante, non è nemmeno finanziata.

Insomma, a parte il tour tra vialetti e sentieri circondati dai fiori (tutta la parte dedicata alle ortensie e ai rododendri, per ovvi motivi di stagionalità della fioritura è solo a verde), il resto è un viaggio fra transenne e cartelli che indicano di fare attenzione.

Villa Olmo, negli ultimi anni, è tornata a brillare solo grazie a eventi spot ed extralusso: dalle feste post sfilate di Dolce e Gabbana alla presentazione dei gioielli Bulgari e ancora il super matrimonio dei rampolli di due magnati indiani. Per il resto, è sempre tutto identico. E il rischio, tutt’altro che remoto, è che anche i fondi Cariplo vadano persi visto che sono già state chieste diverse proroghe e i lavori sono decisamente lontani dall’essere completati.

Via libera a Villa Saporiti

Si è invece sbloccato, ma anche qui il ritardo è maxi, il piano di recupero di Villa Saporiti e dei suoi giardini, inserito sempre nel grande progetto di Villa Olmo. I lavori sono ai blocchi di partenza dopo essere stati fermi per un anno e mezzo nonostante fosse stato assegnato l’appalto. Il motivo? Mancava il direttore dei lavori e per ben due volte (dopo essere stato pubblicato decisamente in ritardo) il bando è andato deserto. Adesso il professionista è stato individuato e, almeno lì, si vedrà presto qualche operaio.


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