Villa Olmo, il sindaco ci ripensa  E chiede i fondi per finire i lavori
Villa Olmo con il parco restaurato lo scorso anno

Villa Olmo, il sindaco ci ripensa

E chiede i fondi per finire i lavori

Landriscina ufficializza il progetto da presentare alla Fondazione Cariplo

I soldi serviranno per completare il restauro del ristorante

Non ha fornito dettagli, nemmeno economici, ma ieri mattina al Grumello il sindaco Mario Landriscina a sorpresa ha rilanciato il completamento della riqualificazione di Villa Olmo come progetto da inviare alla Fondazione Cariplo per ottenere un finanziamento

L’idea era arrivata qualche settimana fa dall’ex sindaco Mario Lucini che in un’intervista a “La Provincia” aveva dichiarato di vedere il bando Cariplo «come l’occasione per concludere il progetto di riqualificazione del compendio di Villa Olmo». E ieri mattina il primo cittadino ha partecipato al tavolo della competitività (che riunisce i principali enti, rappresentanti politici, economici e sindacali del territorio) e ha annunciato la volontà del Comune di Como di partecipare al bando Cariplo per gli emblematici maggiori (a disposizione 5 milioni di euro per tutto il territorio comasco) dicendo che «gli uffici sono al lavoro sugli edifici accessori» e, in particolare, ha citato l’area del ristorante. Poche parole, ma nessun dettaglio ulteriore. Un’uscita che ha spiazzato i presenti visto che da più parti era già dato per scontata la non partecipazione del capoluogo dopo la decisione non appoggiare la proposta di Officina Como sul recupero della Ticosa (hub della creatività e housing sociale).

I tempi, in ogni caso, sono stretti. I tempi per la partecipazione al bando scadranno infatti a fine mese (dopo la proroga concessa dal 28 febbraio, inizialmente indicata come data limite) e Palazzo Cernezzi deve predisporre un progetto da inviare a Milano. A margine dell’incontro di ieri qualcuno ha sollevato nuovamente il tema dell’impossibilità di presentare una proposta relativa a uno stesso comparto che ha già ottenuto in passato finanziamenti. Dalla fondazione hanno spiegato che la possibilità esiste, a patto che si tratti di un’aggiunta con un valore reale e non di un’operazione di mero contorno. Nel bando in effetti si legge che «non possono essere concessi contributi per iniziative già finanziate dalla fondazione o idonee a concorrere ad altri strumenti di finanziamento per il sostegno della gestione».


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