Fedora Sorrentino: «Dopo sette duri mesi ritroviamoci al Sociale»
Fedora Sorrentino, presidente del Teatro Sociale Aslico (Foto by Andrea Butti)

Fedora Sorrentino:
«Dopo sette duri mesi
ritroviamoci al Sociale»

Intervista alla presidente in vista della nuova stagione che inizierà sabato con “Il Messia”: «Niente mondanità, soltanto gioia»

Dopo sette mesi di chiusura, inaspettata e dolorosa, il Teatro Sociale riaprirà i battenti sabato e lo farà con una prima insolita, forse strana ma irripetibile. La musica sarà la protagonista assoluta. Lei che sa essere potente più di mille parole». Con un pizzico di commozione e tanta attesa, Fedora Sorrentino, presidente di Teatro Sociale Aslico, illustra per il pubblico della sala comasca, le caratteristiche della Prima ma anche dell’intero cartellone dal titolo “D’acqua e vita”, per ora relativo al periodo da ottobre a dicembre.

Presidente Sorrentino, il sipario, sabato sera, alle 20, si aprirà su “Der Messias”, ovvero “Il Messia” di Handel. Una scelta molto evocativa…

Credo che il significato sia molto chiaro. Dopo la chiusura prolungata, vogliamo manifestare, attraverso questa celeberrima pagina musicale, tutta la nostra speranza per un ritorno alla vita e alla normalità. È vero, si tratta di un concerto e non di un’opera, come da tradizione, ma la sua potenza grandiosa non potrà non emozionare. Riaprire i battenti è già un gesto importante anche se, per farlo, abbiamo dovuto cambiare tutto.

In effetti, il programma della Stagione è profondamente mutato. In quale direzione siete andati?

Quando, il 23 febbraio, ci fu la serrata di tutti i teatri italiani, era già quasi chiuso tutto il cartellone per l’annata 2020/21. Quasi tutto quel progetto è stato spazzato via dagli eventi che hanno cambiato il mondo. Abbiamo dovuto ragionare in termini di sostenibilità e anche di etica, per un teatro nuovo.

Come ci siete riusciti?

Per fortuna, il mondo dello spettacolo ha subito mostrato una pronta reazione, adeguando le offerte alle necessità, senza pregiudicare il valore dei progetti.

Lei parla di scelte etiche. Cosa significa?

Abbiamo pensato alla qualità artistica ma anche a sostenere la squadra dei lavoratori di Aslico. Anche per Il Messia abbiamo messo in campo le nostre forze, con particolare riguardo ai giovani. Abbiamo soprattutto tutelato i giovani cantanti vincitori del Concorso Aslico. È stato un modo per proteggere tutto il lavoro compiuto nei mesi scorsi, visto che la Aslico Academy, si è svolta regolarmente, appena è stato possibile riprendere.

La stagione non apre con il melodramma che comunque sarà protagonista…

Il programma prevede cinque appuntamenti: il “Werter” di Massenet il 24 e 25 ottobre, ma anche “Zaide” con musiche di Mozart e libretto di Italo Calvino, il 24 novembre e poi ancora “La fanciulla del West” di Puccini, il 27 novembre, a cui poi si aggiungono lo spettacolo tra teatro e musica #2021Destinazionetauride sull’Iphigénie en Tauride di Christoph Willibald Gluck del 30 ottobre e “Il guardiano e il buffone. Ossia Rigoletto (che ride e che piange)” tratto da Rigoletto di Giuseppe Verdi, in una versione per famiglie, che andrà in scena l’8 dicembre. Questo risultato è stato realizzato sempre grazie alla coproduzione dei Teatri di OperaLombardia.

Soffre maggiormente la stagione concertistica…

Per ora, abbiamo puntato sui concerti domenicali di Camera con musica, sempre molto seguiti. Si sposteranno dalla Sala Bianca alla Sala grande, per consentire il rispetto delle norme di sicurezza.

E la prosa?

Abbiamo mantenuto la Prima con “Fedra”, un titolo forte che vede in scena una attrice molto amata come Isabella Ferrari, accompagnata dalla violinista Giorgia Privitera. Il resto del programma vede protagonisti validi artisti che lavorano nel nostro territorio; da Giuseppe Di Bello e Marco Continanza, a Stefano Panzeri, Senza dimenticare Stefano De Luca che ci propone le sue “Short Stories”, nei pomeriggi domenicali.

C’è poi uno spettacolo che riflette il tema “ambientale” del cartellone…

Sì. Si tratta di “Il grande giorno” con Caroline Baglioni e Daniele Ronco. Uno spettacolo particolarissimo che prevede la partecipazione diretta degli spettatori che verranno chiamati a pedalare (letteralmente), per fornire l’energia elettrica necessaria ad illuminare lo spettacolo.

Per ora è stato presentato solo il primo segmento del cartellone. State lavorando al prosieguo?

Sì. Abbiamo dovuto imporci massima prudenza e questo ha cambiato anche la prassi della vendita di biglietti e abbonamenti. Abbiamo deciso che i prezzi dei biglietti, in molti casi, fossero inferiori alle stagioni precedenti.

Perché?

In questo momento difficile, abbiamo cercato di dare a tutti la possibilità di accedere al teatro e all’arte. Vogliamo riportare il pubblico al Sociale.

Lei ha già accennato all’ imprescindibile tema della sicurezza. Come avete lavorato?

Ci siamo avvalsi dell’aiuto di esperti per capire come poter aprire in sicurezza. Chi verrà ad assistere agli spettacoli potrà farlo in tranquillità.

Per finire, con che spirito invita ad affrontare la prima?

Sarà un momento particolare, senza tappeto rosso e dress code. Non possiamo non ricordare che la pandemia è un momento doloroso per molti. Lasciamo da parte, per una volta, la mondanità, per gustare la gioia di ritrovarci insieme, sotto l’egida della musica.


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