Economia / Como città
Mercoledì 07 Gennaio 2026
Allineate le accise su gasolio e benzina. Altalena dei prezzi
Carburanti Dal Ddl Bilancio un cambiamento storico che preoccupa il settore dei trasporti e della logistica. Maroni (Figisc): «Aree di confine, opzione carta sconto»
Cambia l’equilibrio tra benzina e gasolio. Dal 1° gennaio 2026 sono in vigore le nuove disposizioni sulle accise dei carburanti per autotrazione previste dal Ddl Bilancio 2026. Il provvedimento introduce un allineamento strutturale tra benzina e gasolio: entrambe le accise saranno fissate a 672,90 euro per 1.000 litri. Una scelta che modifica un assetto storico della fiscalità energetica italiana e che avrà effetti differenziati sui prezzi alla pompa di benzina e sui settori economici più esposti.
L’intervento comporterà una riduzione di circa 50 euro al metro cubo, Iva inclusa, per la benzina e, specularmente, un aumento di circa 50 euro al metro cubo per il gasolio. L’obiettivo è quello di superare una disparità fiscale di lunga durata, ma l’impatto economico non sarà neutrale, soprattutto per trasporti e logistica.
La filiera
Dal punto di vista fiscale non sono richiesti adempimenti attivi da parte dei gestori, non sono previste comunicazioni all’Agenzia delle Entrate e non sono dovuti versamenti diretti di accisa, che continueranno a essere applicate “a monte”. Le variazioni saranno automaticamente recepite nei prezzi di fornitura praticati dalle compagnie petrolifere.
Resta centrale l’attenzione operativa. Dalla Federazione italiana gestori impianti carburanti è stato raccomandato ai gestori di verificare i prezzi di carico applicati dai fornitori dal 1° gennaio 2026, di aggiornare correttamente i prezzi di vendita al pubblico secondo i nuovi listini e di rilevare le giacenze al 31 dicembre 2025. Non sono previsti conguagli fiscali sulle scorte, ma la rilevazione resta una buona pratica gestionale.
Sul fronte territoriale, in particolare nelle aree di confine, l’evoluzione dei prezzi sarà osservata con attenzione. «Stiamo seguendo quello che è uscito dal decreto: c’è l’allineamento delle accise, diminuiscono sulla benzina e vengono maggiorate sul gasolio. Non c’è nessuna sorpresa, è un effetto previsto e annunciato dal ministero» evidenzia Daniela Maroni, imprenditrice comasca nel settore della distribuzione dei carburanti è vice presidente nazionale, presidente vicario regionale e presidente provinciale della Figisc Confcommercio, la federazione dei gestori dei distributori di carburanti. Sua l’idea, poi diventata progetto regionale, della carta sconto benzina per le zone di confine di Como, Sondrio e Varese. Maroni evidenzia anche la dinamica dei listini: «abbiamo applicato i prezzi consigliati dalle compagnie petrolifere e poi c’è stato un ulteriore allineamento, con un nuovo assestamento. È chiaro che, con la diminuzione delle accise sulla benzina e l’aumento su quelle del gasolio, in questo momento il gasolio risulta più caro».
L’area comasca
Nel contesto comasco, la questione assume un rilievo particolare. «Dobbiamo attendere ancora una decina di giorni per capire gli effetti reali dei prezzi e l’allineamento con la Svizzera - spiega Daniela Maroni - nelle zone di confine siamo pronti: la Carta sconto non è scomparsa, è predisposta e con un semplice aggiornamento della app può ripartire se il quadro dei prezzi lo richiedesse, il tutto in collaborazione con Regione Lombardia».
Secondo Daniela Maroni, il prezzo finale dei carburanti resta il risultato di molti fattori: «ci sono tanti tasselli che generano il prezzo, dal cambio alle scorte, fino alle tensioni internazionali. Serve un periodo di assestamento per capire se ci saranno ripercussioni reali o differenze significative con la Svizzera». L’impatto più rilevante potrebbe però riguardare il mondo produttivo perché questa misura avrà ricadute soprattutto su logistica e trasporti.
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