Fondo di garanzia: così le case sfitte vanno ai lavoratori

L’iniziativa Il progetto “All’oggi” promosso a Como a fronte di 100.000 alloggi vuoti (9000 in città) Pagamenti assicurati in cambio di canoni calmierati

Como

Con un capitale iniziale di 300mila euro, ha preso il via il fondo per il progetto All’oggi: un sistema virtuoso che garantisce i proprietari di casa e rende sostenibili i canoni di affitto per lavoratori e famiglie fragili.

A Como le case vuote e lasciate sfitte sono 9mila, in tutta la provincia sono 100mila, un enorme patrimonio inutilizzato. Mentre il fabbisogno di abitazioni a canoni accessibili è enorme con un crescente numero di lavoratori che la casa, a Como e provincia, la cerca e non la trova.

La soluzione al paradosso è stata presentata ieri nella sede di via Parini della Camera di commercio con un progetto unico nel suo genere che, grazie a un’ampia alleanza territoriale, dà prova di come sia possibile trasformare il problema abitativo in una leva di crescita.

Da una parte i proprietari possono scegliere di dare in affitto una casa che hanno a disposizione con la garanzia, da parte di Fondazione Scalabrini, che l’inquilino salderà il canone e lascerà la casa al termine del contratto, in genere temporaneo. Inoltre la Fondazione si fa carico di eventuali lavori di ristrutturazione e messa a norma degli impianti, con certificazione, fino a una soglia di 15mila euro, grazie appunto al fondo rotativo: una risorsa che investe nella ristrutturazione degli immobili, rientra attraverso gli affitti e viene reinvestita. Un meccanismo che genera valore nel tempo e riduce i rischi. Il fondo è partecipato per 150mila euro da Camera di commercio Como e Lecco, per 100mila euro da Confindustria Como e per 50mila euro da altri donatori. In cambio i proprietari accettano un canone sotto la soglia di mercato.

Lato inquilini, si apre la possibilità di trovare casa a prezzi accessibili. L’idea è funzionale ad accogliere lavoratori, anche liberi professionisti, di cui il tessuto economico comasco ha disperatamente bisogno. Ma è stata compresa anche dai proprietari di case che aderiscono sempre più numerosi al progetto.

«Una casa che si riapre, un lavoratore che sceglie il nostro territorio per vivere, una comunità che cresce è un percorso virtuoso, ma quando questo percorso si blocca, c’è bisogno di creare un ponte. All’oggi costruisce quel ponte, ogni volta che serve – spiega Francesca Paini, consigliera della Fondazione G. B. Scalabrini – con un sistema win win, il fondo innesca un nuovo inizio» e risponde a un’emergenza.

«Il disagio abitativo non riguarda solo le fasce più fragili, ma attraversa tutta la società: la pubblica amministrazione, la sanità, le imprese, il terzo settore – ha detto il prefetto di Como Corrado Conforto Galli – ma un territorio coeso è più resiliente, più attrattivo per gli investimenti, più innovativo».

La necessità del mondo produttivo di rendere attrattivo il lavoro a Como ha mosso la Camera di commercio di Como-Lecco, come ha spiegato il presidente Ezio Vergani: «per costruire un’azienda servono capitale, strategia e persone in gamba. Ma mi hanno insegnato che si comincia dalle persone, il resto arriverà». Ed è proprio questo il punto: «Le imprese hanno bisogno di attrarre e trattenere persone competenti e la casa è un elemento fondamentale».

Anche Confindustria Como colloca All’oggi dentro una strategia più ampia: «nel piano strategico territoriale abbiamo individuato l’attrattività come driver di sviluppo. E l’attrattività passa dal welfare territoriale. Un territorio che funziona sul piano sociale è un territorio che cresce economicamente» fa sintesi il presidente Gianluca Brenna.

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