Il franco svizzero fa felici
i lavoratori frontalieri

La moneta elvetica ai massimi storici. Negli ultimi due anni, grazie al cambio c’è stata una rivalutazione di 40 euro ogni mille di retribuzione

Como

Nel breve volgere di dodici mesi, cioè dal 9 febbraio 2025 al 9 febbraio scorso - ovvero alla data di lunedì - il franco svizzero è andato a consolidare la propria supremazia sull’euro (e sul dollaro), sino a raggiungere oggi il nuovo massimo storico sulla moneta europea. Un primato che l’agenzia di stampa svizzera Ats-Keystone già attorno alle 9 ha sottolineato con tutta l’enfasi del caso, spiegando che “nella notta la moneta rossocrociata ha raggiunto il nuovo massimo sulla valuta europea. Questo perché il franco svizzero ha toccato la quota di cambio da capogiro pari a 1,10. Per diretta conseguenza, l’euro ha raggiunto il livello più basso di sempre se si esclude la giornata del 15 gennaio 2015, giorno in cui la Banca nazionale svizzera ha abolito la soglia minima di cambio fissata (in modo unilaterale) a quota 1,20, innescando quella che sui mercati era stata ribattezzata come la “tempesta perfetta”.

Visto che alla fine con le parole è difficile spiegare cosa sta avvenendo per i nostri frontalieri è opportuno dar corso a due esempi concreti che fanno capire quanto il franco forte stia rendendo, con la sola fluttuazione del cambio (dunque senza di mezzo contrattazioni aziendali, peraltro tutt’altro che semplici nella vicina Confederazione), gli stipendi dei nostri lavoratori. Un anno fa e cioè il 9 febbraio 2025 mille franchi equivalevano a 1064,29 euro. Gli stessi mille franchi lunedì pomeriggio equivalevano a ben 1089,92 franchi. Cioè significa che su una base di mille franchi (questo il primo esempio), la fluttuazione al rialzo del cambio ha portato a una plusvalenza di 25,63 euro. Ciò significa che su uno stipendio medio di un nostro lavoratore pari a 4 mila franchi, i benefici in termini economici - sempre tenendo come riferimento diretto la fluttuazione del cambio - si sono attestati a ben 102,52 euro. E questo dà la dimensione di quanto il franco forte stia rendendo felici i nostri lavoratori. Il secondo esempio ha a che vedere con un dato estrapolato dal nostro giornale relativo al 14 febbraio 2024, dunque a due anni fa, quando mille franchi equivalevano a 1050 euro. Ciò significa che in quarantotto mese, la fluttuazione del cambio ha portato a una plusvalenza pari a 39,92 euro che moltiplicati per lo stipendio medio di 4 mila franchi, citato poc’anzi equivalgono ad un benefit economico per i nostri lavoratori pari a 159,68 euro. E questo dà l’idea esatta di quanto la moneta rossocrociata sia galoppando nei confronti dell’euro e così del dollaro.

Non è però tutto oro - in uno dei forzieri quanto a riserve auree del mondo - quel che luccica. Di fronte a questa avanzata imperiosa, soprattutto l’export rischia di andare in fortissima difficoltà, tanto che già nei mesi scorsi erano stati evocati da un lato lo spettro del lavoro ridotto - l’omologo della nostra cassa integrazione - per le imprese maggiormente esposte al contraccolpo del franco forte e dall’altro quello ancora più nefasto della delocalizzazione all’estero della produzione. Ieri il portale Ticinonews.ch è tornato sull’argomento spiegando che in base a uno studio targato Ubs nell’anno in corso è previsto “un ulteriore apprezzamento del franco rispetto all’euro”. Il tutto peraltro con una tendenza al rialzo, considerato che - secondo Ubs - “se il rilancio dell’economia tedesca non dovesse concretizzarsi e i numerosi rischi geopolitici ed economici dovessero rimanere tali il franco è inevitabilmente destinato ad apprezzarsi ulteriormente”, toccando così primati mai registrati prima. Un campanello da non sottovalutare sul fronte dell’occupazione, anche se è chiaro che alle nostre latitudini stipendi più robusti e corsa alla spesa e in quota minore allo shopping in Italia rendono la vicenda meno allarmante rispetto ad altre realtà.

Del franco forte si è occupata in più occasione anche l’autorevole associazione datoriale “Economiesuisse”, che in tempi non sospetti ha posto l’accento sul fatto che “il franco svizzero rappresenta un approdo sicuro in acque tempestose”, aggiungendo che “gli investitori acquistano franchi per coprirsi. In genere il franco si rafforza quando aumentano le incertezze sui mercati internazionali. Questo è il caso anche in questo momento”. L’attenzione naturalmente resta alta sull’argomento.

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