Alfredino e Pertini, nasce l’Italia mediatica

Alfredino e Pertini,
nasce l’Italia mediatica

Sandro Pertini è stato il primo demagogo italiano. Anzi, no, non tanto semplice demagogo - la demagogia è una degenerazione eterna degli organismi sociali, che attraversa la storia dei popoli dall’antica Grecia fino ai giorni nostri e di certo a quelli futuri - quanto invece il primo demagogo mediatico, il primo demagogo televisivo, il primo demagogo digitale, se il digitale fosse già esistito a quei tempi.

E c’è stato un momento preciso, a suo modo un momento storico, nel quale il più amato presidente della Repubblica italiana ha scolpito una volta per tutte quella figura nel nostro immaginario collettivo: la sua apparizione inaspettata in diretta televisiva, una diretta di diciotto ore a reti Rai unificate, durante gli attimi più febbrili della tragedia di Vermicino, di cui si sta celebrando il quarantennale. È stato lì che è saltato tutto: la struttura rigida e codificata dell’informazione, la carenza di mezzi tecnici per seguire senza interruzione un evento del genere, la distinzione tra ragione ed emotività, il ruolo di intermediazione dei professionisti della comunicazione, l’irrompere della presa diretta, sgargiante vessillo della vera democrazia informativa realizzata sulla terra e che invece già celava dietro le sue rubiconde parole d’ordine la più devastante delle truffe populiste.

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