Area ex Enel, depositato il progetto. «Scelto dalla giunta: senza dibattito»
Erba. I cittadini hanno un mese di tempo per inviare osservazioni. Le critiche della minoranza. Ripamonti: «Avremmo preferito uno studio condiviso». Marelli: «Deciso dal sindaco con l’impresa»
Erba
Il progetto di riqualificazione dell’ex Enel di via Fiume è stato depositato, i cittadini possono visionarlo e hanno un mese di tempo per inviare osservazioni. I primi commenti arrivano dal Pd ed Erba civica: i due gruppi di centrosinistra chiedono un maggior coinvolgimento nella definizione del centro.
Il progetto presentato dalla Francesco Ciceri Costruzioni, proprietaria dell’ex Enel, e dalla Immobiliare Monticello Lora, proprietaria della cabina posta dall’altro lato della strada, è stato approvato la scorsa settimana dalla giunta. Il piano prevede il mantenimento della cabina, che si trasformerà in polo commerciale, e l’abbattimento dei vecchi stabili Enel per realizzare due palazzine, un parco pubblico e parcheggi. «Entro il 20 marzo chiunque può visionare i documenti in segreteria o sul sito del Comune e può presentare osservazioni all’ufficio protocollo o all’indirizzo di posta elettronica certificata [email protected]» spiega la dirigente Anna Bargna.
«Noi del gruppo Pd avremmo preferito un progetto complessivo di riqualificazione del centro, con studi di fattibilità e progettazioni sinergiche tra loro e con un’amministrazione aperta al confronto e meno impositiva» premette il consigliere Davide Ripamonti. Il sogno di un progetto unico volto alla riqualificazione armonica di ex Enel, ex Gasfire ed ex Molino Mottana - le grandi aree dismesse di via Fiume - è destinato a rimanere tale. «Dovremo assistere a un’evoluzione del centro per lotti indipendenti, nella speranza che chi arriverà dopo questo primo cantiere mantenga la linea sobria ma moderna scelta dalla Francesco Ciceri Costruzioni» osserva Ripamonti.
Il consigliere del Pd è pronto al dialogo, approvando ad esempio «la recente eliminazione dei parcheggi a lisca di pesce su via Fiume che erano pericolosi». La richiesta è che l’amministrazione «ci renda partecipi delle scelte progettuali del centro prima di attuarle, instaurando un tavolo di confronto (e non di scontro)». Più dura Giovanna Marelli, consigliera di Erba civica. «Abbiamo sempre ritenuto che la riqualificazione delle aree dismesse andasse pensata con un disegno complessivo, contemperando gli interessi delle proprietà con le esigenze pubbliche» dice Marelli. Il metodo seguito dall’Amministrazione «appare invece simile a una contrattazione tra privati: il sindaco e la proprietà, la giunta e l’impresa. Il consiglio comunale non è più luogo del dibattito e del confronto, ma solo della ratifica a operazioni concluse». Come tutti, dice Marelli, «vediamo favorevolmente la riqualificazione delle aree centrali, ma non sappiamo come stia avvenendo, con quale attenzione alla vivibilità».
L’auspicio rivolto ai costruttori «è che il verde e le piantumazioni non restino sulla carta, tanto in via Fiume quanto in via Volta, ma vengano attuati tenendo conto della salute dei cittadini».
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