San Primo, prosegue la battaglia per gli impianti sciistici e contro il progetto nasce anche un “Comitato”

La polemica Sul monte cannoni sparaneve, tapis roulant e invaso per l’acqua piovana. Il presidente della Comunità montana: «Si polemizza su una bozza. Aperti ai migliorativi»

Sul monte San Primo ieri ha nevicato, una spolverata. Sul monte non sono arrivate neanche di riflesso le polemiche di questi giorni sul progetto di riqualificazione turistica in cui si prevedono anche cannoni sparaneve, ritenuti da alcuni anacronistici. Il meteo prosegue a fare il suo corso, intanto 18 associazioni si sono unite ed è nato il coordinamento “Salviamo il monte San Primo”.

Le richieste

Il gruppo che si oppone al progetto sul monte San Primo che prevede dei cannoni sparaneve, dei tapis roulant per la risalita e un invaso per la raccolta delle acque piovane da usare per l’antincendio boschivo oltre che per la neve artificiale.

Il progetto prevede poi un nuovo parcheggio, la sistemazione di sentieri e strutture esistenti, una strada tagliafuoco e altro. Una serie di interventi finanziati con 5 milioni di fondi pubblici.

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«La prima azione del Coordinamento è un appello pubblico in cui si chiede alle istituzioni: Comunità montana del Triangolo Lariano e Comune di Bellagio, di rinunciare al progetto o almeno di stralciare le opere con maggior impatto ambientale», spiegano dal neonato coordinamento.

Le associazioni propongono una visione alternativa: «Utilizzare una parte dei fondi, se già stanziati, per interventi di salvaguardia della naturalità dei luoghi e per agevolare una fruizione dolce, insieme a progetti paesaggistici che conservino l’ambiente montano in maniera sostenibile». Si chiede poi la manutenzione dei boschi e una navetta di collegamento al monte.

Il coordinamento è formato da: Circolo ambiente “Ilaria Alpi”, Wwf Lombardia, Legambiente, Cai Lombardia con anche la commissione ambientale, Mountain wilderness Italia, Fridays for future – Como e Cantù, Gruppo naturalistico della Brianza, Lipu Como, Comitato parco Groane-Brughiera, Comitato Bevere, Associazione monte di Brianza, Centro ricerche ornitologiche Scanagatta, associazione Testa di rapa, I tetragonauti, Associazione territori, Gruppo difesa natura Suello, Lake Pusiano eco team, Emmaus Erba.

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Incontro con il sindaco

Il presidente della Comunità montana del Triangolo Lariano Patrizia Mazza, ente proprietario anche dei terreni, spiega: «Giovedì ho un incontro con il sindaco di Bellagio Angelo Barindelli proprio per il progetto del San Primo, dopo di allora avremo le idee più chiare, rimarco che in questo momento non c’è un progetto definitivo, si polemizza su una bozza».

L’ente comunque non intende recedere per la pressione degli ambientalisti: «Quello no di sicuro, se ci saranno dei correttivi saranno dettati da delle valutazioni. Il San Primo è un bene della Comunità montana, cerchiamo di valorizzare un bene dell’ente». Ma le porte non sono sbarrate: «Siamo comunque ovviamente aperti a suggerimenti migliorativi e faremo le nostre valutazioni portando avanti il progetto. Attorno al San Primo ci sono strutture che cadono, c’è un abbandono della montagna, un rilancio può far riaprire le seconde case, le case vacanze, non si deve per forza essere il Trentino per proporre una montagna per tutti».

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