Nuovo Viale Geno, salgono a sei i ricorsi al Tar

Il progetto Riduzione dei dehors e impatto dei lavori al centro della protesta degli esercenti della zona. Decisione di merito il 13 aprile, ma si parte il 9 marzo

Como

Altri due ricorsi al Tar contro il progetto di riqualificazione tra piazza Matteotti e piazza De Gasperi sono stati depositati negli ultimi giorni portando così il numero complessivo (finora) a sei distinte richieste di intervento dei giudici amministrativi. Le prime quattro riguardavano principalmente la zona della piazza della funicolare (per la quale il progetto prevede una riduzione drastica dei tavolini all’esterno), mentre le ultime due sono di attività che si trovano nell’area dove ci sarà la prima parte dei lavori che inizieranno – a meno di decisioni diverse dell’ultima ora da parte del Comune – lunedì 9 marzo. A indispettire ulteriormente gli operatori commerciali è stata la decisione di avviare il maxi intervento della durata dei sei mesi (ma il timore, non troppo velato, di molti è che si possano allungare visto quanto sta accadendo ai giardini a lago) proprio in primavera e non, invece, in autunno quando l’impatto sarebbe stato decisamente meno pesante.

Uno degli ultimi due ricorsi, depositati come gli altri quattro dall’avvocato Elisabetta Di Matteo, conteneva la richiesta di sospensiva “ante causam”, quella con procedure di massima urgenza e senza confronto tra le parti, ma questa è stata respinta dal presidente poiché «il pregiudizio allegato al fine di ottenere una tutela cautelare monocratica inaudita altera parte non integra i presupposti di estrema gravità ed urgenza tali da non consentire la dilazione fino alla data della camera di consiglio (fissata per il 13 aprile, ndr.)» e ancora «tenuto conto dell’eventuale ristorabilità dei danni subiti nell’arco temporale intercorrente fino alla camera di consiglio in cui la domanda cautelare sarà esaminata in sede collegiale nel contraddittorio tra le parti». In pratica non ravvisa motivi tanto gravi per i quali non si possa attendere fino al 13 aprile e apre la porta, in caso di accoglimento della richiesta di sospensiva, al risarcimento dei danni del primo mese di attività.

Da Palazzo Cernezzi però, nonostante da più parti (politiche e non solo) si sottolinei come avviare il cantiere con due mesi di ritardo rispetto al previsto e quando ormai la stagione turistica è in partenza rischi di trasformare la riqualificazione in un lungo periodo di lamentele con passeggiate, gelati e pranzi con sottofondo di rumore e polvere, tirano dritto. O almeno questa è l’intenzione del sindaco Alessandro Rapinese che non vuole sentire parlare di rinvio dei lavori che inizieranno da piazza Matteotti a salire verso la funicolare e che conferma la data del 9 marzo. «Non vedo perché no – le parole di Rapinese in diretta su Etv -. Se per ogni “buontempone” che ha voglia di bloccare un’opera pubblica noi ci fermiamo...». Subito dopo ha precisato che «sarà il dirigente delle Opere pubbliche con l’avvocatura a valutare, ma per quanto mi riguarda sarei già là con il piccone. Cercano di fermarmi quando voglio fare i giardini, quando voglio mettere in ordine le scuole, quando rifaccio viale Geno...». Il sindaco ha sottolineato come il Tar abbia detto no alla sospensiva senza contraddittorio e ha poi aggiunto: «Noi abbiamo tutto il diritto la settimana prossima di partire, dopodiché uno degli operatori ha chiesto la sospensiva, ma lo faranno a turno per rallentare il più possibile. La politica non vuole che lo faccia (l’intervento, ndr.), loro non vogliono perché hanno paura di perdere un caffé e non capiscono, in maniera miope, che gli sto rifacendo la zona dove loro guadagnano e mangiano, non io. Siamo alla follia. Per me si parte. Spendo soldi pubblici per fare guadagnare di più questa gente che fa di tutto per opporsi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA