Butez si racconta: dagli esordi al Lille, alla crescita ad Anversa prima del passaggio al Como. E ora lo segue Deschamps

Lunga vetrina sui canali social del Como per il calciatore, dopo il rigore parato a Lobotka. Il ct francese pensa anche a lui per i Mondiali

Como

Lunga vetrina per Jean Butez sui canali social del Como, dopo il rigore parato a Lobotka. Una parata che ha regalato la qualificazione alla semifinale di Coppa Italia. Il portiere francese, trent’anni, si è raccontato, dagli esordi a oggi. Un ritratto a 360 gradi per un numero 1 su cui ora c’è l’attenzione del calcio italiano, anche grazie ai 13 clean sheet collezionati nel corso della stagione e a quel talento evidente nella gestione del pallone con i piedi. Non poteva restare indifferente nemmeno il ct della Francia, Didier Deschamps: «Lo stiamo seguendo per i Mondiali», ha ammesso l’ex juventino.

Butez si è aperto completamente. Ha raccontato gli esordi in Francia, a Lille, poi la crescita in Belgio al Mouscron e all’Anversa. Prima del passaggio al Como: «Avevo bisogno di un cambio di scenario, di ambiente, di scoprire una nuova cultura, anche se vicina a quella francese. Quale posto migliore del lago di Como per crescere sia come famiglia sia calcisticamente dentro un progetto sportivo entusiasmante?».

La famiglia è un tasto toccato più volte. Anche in questo caso, il Belgio è stato ben più di una tappa della carriera: «In Belgio ho sposato Marion, mia moglie da diversi anni ormai. E poi, sempre in Belgio, ad Anversa, sono arrivati i nostri figli. Quelli sono i momenti più importanti della mia vita. Anversa è speciale: è una città che mi ha permesso di crescere, di conoscere il senso di responsabilità da padre, un aspetto che mi permette di essere più sereno, più calmo in porta e di essere un uomo realizzato ogni giorno con i miei figli intorno».

C’è poi il racconto dei talenti nascosti: «Mi piace molto andare in bici, fare mountain bike e bici da strada. Amo cucinare, passare tempo in cucina, seguire una ricetta o preparare un piatto che so già fare. La pizza? Di solito la ordiniamo, ma ho anche un forno a legna per farla a casa». E il tempo libero, magari con la moglie? «È sempre molto piacevole. Il mix giusto è un bel film al cinema, un buon ristorante e una bella conversazione davanti a un drink. Questa è la serata perfetta, credo».

E se potesse imparare qualcosa all’istante, Butez sceglierebbe uno strumento che gli somiglia. Calmo, metodico e preciso: «Amo il pianoforte. Mi piace ascoltarlo prima delle partite, o a volte anche in macchina. Un amore trasmesso da mia nonna: diceva che la musica classica è importante per restare calmi».

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