Fratelli d’Italia, terremoto a Mariano: si è dimesso il segretario Cerasuolo

Politica Anche l’esponente storico Nogara non nasconde disagio: «Va bene allargare il partito, ma la piramide si fa dal basso»

«A malincuore rimango nel partito». Non nascondono i mal di pancia interni le parole scelte da Claudio Nogara per confermare la sua presenza alle elezioni sotto l’insegna di Fratelli d’Italia, una forza che quasi si identifica solo nel suo volto a Mariano. Come per Carmine Cerasuolo che, venerdì, ha rassegnato le dimissioni dal segretario del circolo cittadino di Fdi, anche per il suo esponente più storico risulta indigesta la scelta, calata dall’alto, di aprire il partito a nomi provenienti da altre forze del centrodestra per le elezioni di giugno sotto il campanile di Santo Stefano.

«Io non ho preclusioni ad allargare il partito, ma le piramidi vanno costruite dal basso perché reggano» rincara la dose Nogara che si appella ai valori della fiamma tricolore. «Nemmeno io sono stato solo iscritto a questo partito, ma ci sono arrivato a termine di una naturale evoluzione del movimento sociale - rimarca l’esponente che avvisa - La decisione dell’ex segretario potrebbe avere un effetto cascata sul gruppo: bisognerà vedere ora quante persone riusciamo a trattenere dopo questa scelta che ci mette in difficoltà a far partire la campagna elettorale»

Apertura per fissata per la mattina di lunedì quando, nella cornice del ristorante “Croce di Malta”, verrà presentato in via ufficiale il sindaco uscente Giovanni Alberti quale candidato al ruolo a Mariano. A una settimana dal passaggio, il muro del centrodestra presenta così una prima crepa, tutta interna a Fdi che, forte del 25 per cento di preferenza ottenuta alle regionali del 2023 in città, proietta un risultato diverso per il gruppo al passaggio di giugno alle urne, capace di ridisegnare un nuovo e più importante peso del partito nel consiglio comunale di piazzale Manlio e, quindi, attrarre nomi.

Ma qual è l’identità di questo nome tanto indigesto ai fedeli della prima ora di Fratelli d’Italia? Impossibile saperlo da loro, quindi è necessario procedere per esclusioni: certo è che il mal di pancia lo causa solo uno, certo è che non arriva da altri partiti, visto che il cambio di casacca avviene sempre all’interno del perimetro del centrodestra. In soccorso può arrivare la memoria, quella che riporta al primo consiglio comunale di cinque anni fa, quando rischiò di aprirsi un caso intorno alla nomina di Nogara al ruolo di presidente del consiglio comunale.

A mettersi di traverso fu Stefano Li Manni che, sostenendo la sua candidatura all’incarico, fece il gioco più che dalla maggioranza della minoranza che, votando compatta per lui, impedì in a Nogara di raggiungere la maggioranza qualificata per sedersi sullo scranno. Innegabile il nervosismo prima di tutto della Lega che aveva candidato Li Manni tra le sue file, il consigliere più votato, con 160 preferenze raccolte, ma anche quello che negli anni qualche caso di dissidio con la maggioranza lo aprì. Contattato per telefono e messaggio, Li Manni non ha risposto.

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