Cronaca / Cantù - Mariano
Sabato 12 Ottobre 2024
Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso: l’impianto di compostaggio di Vertemate non si amplia
Il caso Otto punti dell’istanza ritenuti infondati e l’ultimo inammissibile Il Comitato festeggia. L’ex sindaco: «Vittoria su tutta la linea, che rende giustizia al territorio»
Vertemate con Minoprio
Una sentenza che era attesa da tempo, da quando nel 2018 si è aperta la contrapposizione, nelle aule di tribunale, tra il Comune e La Nuova Terra S.r.l., società che esercita attività di trattamento di rifiuti speciali non pericolosi all’impianto di compostaggio in località Pastura e che ne chiede l’ampliamento interno. Ampliamento che è stato negato, e ora il Consiglio di Stato ha confermato quella decisione.
L’ha fatto in una sentenza assolutamente netta, che ha bocciato tutti e nove i motivi addotti dalla società, definiti infondati o inammissibili, per chiedere la riforma della decisione del 2022 del tribunale amministrativo di Milano, che aveva respinto il ricorso contro il provvedimento finale di rigetto dell’istanza di autorizzazione dell’ampliamento da parte dello Sportello Unico delle Attività Produttive di Lomazzo. Prevedendo persino il pagamento da parte sua delle spese di giudizio, 10mila euro.
“Pastura da Vivere” esulta
Grande soddisfazione da parte del Comitato Pastura da Vivere, guidato da Carlo Peverelli, in prima linea sin dall’inizio della vicenda contro la richiesta un intervento finalizzato all’aumento dei rifiuti trattati da 5.200 tonnellate a 15mila: «Ci piace sottolineare che, al di là del frasario burocratico utilizzato in questi casi, il Consiglio di Stato abbia confermato che l’ampliamento proposto non è urbanisticamente compatibile con la zona in cui è ubicato, e che avrebbe comportato un notevole consumo di suolo».
Per questo sono molti i motivi per cui il comitato brinda alla notizia: «E’ una vittoria che premia l’impegno del comitato di oltre cinque anni. E’ una vittoria della passione dei nostri cittadini per la difesa della salute e della qualità dell’ambiente, è una vittoria del rispetto delle norme. Rappresenta il suggello alla nostra convinzione di aver portato avanti, in questi anni, un’iniziativa giusta, nell’esclusivo interesse dei cittadini». Il comitato era costituito in giudizio con il Parco delle Groane e della Brughiera Briantea, la Provincia, lo Sportello Unico. E il Comune. Per questo all’ex sindaco Maurizio Capitani riconoscono di aver sempre sostenuto con tenacia questa posizione: «Un sentenza più netta non si poteva avere – dice lui – una vittoria su tutta la linea, che rende giustizia alla linea tenuta in questi anni. Alla convinzione che quell’ampliamento non avesse fondamento. Credo che questo pronunciamento metta una pietra tombale su questa prospettiva. E’ una grande vittoria per il territorio. Sono stati sei anni estremamente impegnativi, e ci sono altri ricorsi pendenti. Auspichiamo che l’attuale amministrazione agisca con fermezza per verificare che l’impianto operi secondo l’autorizzazione in vigore».
«Un errore dividere il paese»
In realtà, spiega il sindaco Riccardo Pellizzari, l’autorizzazione in questione sarebbe prossima alla scadenza: «Sinceramente non mi aspettavo una sentenza così schiacciante a favore del Comune, non c’è nessuna ombra di dubbio. Mi spiace che qualcuno si sia approfittato di questo tema in campagna elettorale per dividere il paese tra buoni e cattivi, un errore gravissimo. Questa sentenza mette un punto, anche precisando che era stato il pgt della giunta Sironi a tracciare una linea in tal senso, e questo mi fa piacere. Vedremo ora quali saranno le intenzioni della società nel continuare l’attività e in che termini».
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