Verso le elezioni con i candidati locali. Aurora Longo: «Occorre tutelare il lago, che è il nostro tesoro»

Intervista Aurora Longo, c andidata al Senato nell’uninominale di Como per Pd, Più Europa, Impegno civico, Sinistra italiana e Verdi

Si avvicinano le elezioni, presentiamo quindi i candidati locali.

Aurora Longo è candidata al Senato nel collegio uninominale di Como per lo schieramento di centrosinistra (Pd, Più Europa, Impegno civico, Sinistra italiana e Verdi). Alleanza che all’uninominale di Sondrio sempre al Senato candida Orlando Rinaldi, mentre al plurinominale il Pd punta su Alessandro Alfieri, Roberta Songini, Marco Maria Riboldi e Rossana Leotta.

Invece alla Camera all’uninominale di Como il centrosinistra ha scelto Luca Monti, a Sondrio Valeria Caterina Duico, infine al plurinominale il Pd candida Chiara Braga, Pierluigi Morelli, Patrizia Lissi e Paolo Furgoni.

Aurora Longo, da che esperienza parte?

Ho 47 anni, sono avvocato, mi sono molto impegnata nel consiglio comunale di Cermenate anche quando ho fatto un passo indietro per ragioni di salute. Alle precedenti politiche ero candidata con Liberi e Uguali, con Pietro Grasso.

Quindi come Articolo 1 siamo confluiti insieme al Pd per costruire una coalizione e dare voce alle istanze di sinistra. Io di Articolo 1 sono la segretaria provinciale e ho anche un incarico a livello regionale.

Le priorità assolute?

Sanità pubblica, scuola pubblica, salario minimo e lotta al precariato. Senza dimenticare la pace.

Andiamo con ordine, sanità?

La pandemia ci ha detto che troppe cose nella nostra sanità non funzionano. A lungo i nostri ospedali e i nostri ambulatori sono stati trascurati dalle scelte politiche. Oggi nel pubblico i tempi sono lunghi, i pazienti fortunati aspettano mesi. A meno di rivolgersi al privato e pagare di tasca propria. Dobbiamo ricostruire una sanità per tutti e di tutti. Abbattere le limitazioni.

Tutte le persone devono avere accesso alle cure, non solo i pazienti cronici che pure hanno giustamente bisogno di percorsi agevolati. Un esame, un controllo, una visita, sono dei diritti. È inaccettabile non avere alternative ed essere costretti a pagare prestazioni sanitarie costose dai privati che aprono immediatamente le loro porte. Peggio nelle stesse identiche strutture pubbliche, ma a pagamento tramite la libera professione.

Scuola?

La scuola pubblica significa una scuola che sostiene le famiglie, che offre testi gratis. Che si può raggiungere in fretta e a basso costo, con biglietti dei bus e dei treni che non aumentano di continuo con ricadute negative sempre sulle tasche dei genitori. Chiediamo pari opportunità. Una famiglia meno agiata in classe deve avere le stesse opportunità di una famiglia benestante. Altrimenti non è giusto. Essere benestanti non è certo un delitto, anzi, ma un sistema democratico deve cercare di offrire a tutti parità di trattamento. Soprattutto ai bambini, ai cittadini del futuro. Le loro prospettive devono essere adeguate se vogliamo costruire un domani sereno senza gravi diseguaglianze.

Quanto al precariato?

Basta salari da fame. I giovani hanno bisogno di costruire una famiglia, qualcosa per loro stessi. Certo senza altre possibilità c’è chi accetta dei contratti che sono oltremodo vergognosi. Pur di riuscire a portare a casa qualcosa prendono 600 o 700 euro al mese. Non possiamo accettarlo, tanto più in un momento in cui l’inflazione corre. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Come Pd e Articolo 1 abbiamo già predisposto dei disegni di legge, abbiamo già avanzato delle richieste sul salario minimo tese a eliminare forme contrattuali senza reali garanzie. Servono tutele, di sicuro il versamento retributivo che garantisca una prospettiva pensionistica.

Chi parla di pace?

Pochi in questa campagna elettorale, ma noi non rinunciamo alla pace. La guerra in Ucraina sta uscendo dai radar dei media. Ma bisogna ribadire che la pace crea sicurezza. Che in un mondo riappacificato viviamo tutti meglio. Senza conflitti armati ci sono meno conflitti sociali. La pace è un obiettivo essenziale, è un bene fondamentale. Dobbiamo menzionarla e praticarla ogni giorno. La pace è un diritto. Dobbiamo impegnarci di più nelle relazioni internazionali per un reale raggiungimento dello stop al conflitto, con degli accordi che si misurino nell’ascolto dei popoli. L’Europa trovi degli strumenti più incisivi. La pace è anche una risposta alla crisi economica ed energetica.

E i diritti civili?

Oggi viviamo in un Paese che offre a tutti la libertà di esprimere le proprie opinioni e di comportarsi come meglio crede. Auspico che chiunque vinca le elezioni non voglia tornare indietro. La nostra democrazia è stata costruita grazie a una storia che parla da sé. Fatta di diritti scritti sulla Costituzione. Non dobbiamo arretrare.

Azione e M5S, senza vincerete?

Noi di Articolo 1 siamo stati sempre sostenitori di una grande alleanza, progressista e democratica. Perciò ho qualche rimpianto. Con il M5S e anche con Calenda potevamo proporre un’offerta politica più ampia e variegata, più forte. Dobbiamo interrogarci. Ma adesso dobbiamo soprattutto essere bravi a intercettare i bisogni e le richieste della gente dando risposte che siano concrete.

Cosa sperare per Como?

Più attenzione da parte del prossimo governo. Penso alle questioni ambientali, a Blevio di nuovo colpita dal maltempo. Penso al lago, alla siccità, all’inquinamento e alla tutela del nostro bellissimo paesaggio. Mi aspetto che il prossimo governo non trascuri questo tesoro. Un luogo che ha una forte attrattiva turistica, che può vivere di un’offerta culturale, museale, storica. Meritiamo estrema attenzione e i fondi del Pnrr possono darci una mano. Turismo poi significa anche servizi, poter girare in battello e tornare in città, senza restare fermi alle stazioni senza mezzi pubblici, bus e taxi.

Le amministrazioni locali sono pronte?

Non tutte, qualcuna sì, altre invece non hanno gli strumenti. Servono meccanismi di raccordo, per dare modo ai Comuni di partecipare a bandi e concorsi, di reperire fondi e risorse grazie a figure specializzate condivise ad ampio raggio.

Speranze per il voto?

C’è chi dice che il mio collegio è già perso e mi da molto fastidio. Io corro per vincere. Quando mi hanno chiesto di candidarmi è stata una proposta inaspettata, un’indicazione presa però di concerto tra il mio partito e il Pd, regionale e nazionale. È chiaro che la campagna elettorale è difficile. Occorre anzitutto coprire un territorio vasto, muoversi su più province. E infatti la mia agenda è fittissima. Il prossimo appuntamento è domani alle 21 in città al circolo Willy Brandt. La differenza comunque alla fine la fanno le persone. La loro voglia di informarsi, di prendere parte, di scegliere. Perché non è vero che la politica è ormai indistinguibile. Basta provare a leggere i programmi elettorali per capire che siamo diversi nelle idee e negli intenti.

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