A 7mila chilometri dal Lario, il suo gemello“made in Usa”

La curiosità Esiste un Como lake a Saint Paul, in Minnesota. Il nome scelto nell’800 da uno dei primi coloni

Como

Vista dall’alto, è una macchiolina azzurra tra le tante che costellano il Minnesota. Eppure, ingrandendo la mappa, si scopre che quella lacrima di acqua dolce porta con se un dettaglio curioso: si chiama “Como lake”.

Ebbene sì, il nostro Lario, da un paio di secoli, ha trovato un gemello americano, a circa 7.400 km di distanza. Si trova appena fuori da Saint Paul, cittadina di 307mila abitanti nel Nord del Minnesota, stato che confina con il Canada.

Il fatto che si chiami Como lake non è una pura coincidenza, anzi. Bisogna tornare indietro nel tempo per trovare un certo Abraham Perret (poi anglicizzato in Perry) nato nel 1776 in una valle svizzera. Nella vita fabbricava orologi e, con la promessa di un “nuovo mondo” che lo aspettava al di là dell’Atlantico, ha fatto quello che all’epoca in tanti facevano: partire verso una colonia. Altro che aereo: Perry salpò con la moglie e i tre figli dal porto di Marsiglia. Da lì si sa che sbarcarono in Canada e che avviarono una fattoria, ma l’alluvione del 1825 li spinse a trasferirsi verso sud, con un viaggio di sei mesi, a Fort Snelling, in Minnesota, a 4 chilometri dal Como Lake. In un volume del 1991 dedicato alla storia della contea di Ramsey (dove si trova Saint Paul), si racconta che fu proprio Charles Perry, figlio di Abraham, a chiamare quel lago “Como lake”, ispirandosi al Lario. L’area verde circostante in cui allevava il bestiame prese invece il nome di “Como park”. Rimane però un mistero il perchè della sua scelta.

Certo è che, con il gemello italiano, questo Como lake ha poco in comune, a partire dalle dimensioni “mini”: misura poco più di un chilometro di lunghezza e, come area, corrisponde a circa la metà del primo bacino lariano. Per intenderci, è 200 metri più lungo del lago di Montorfano.

Leggenda vuole che il Como lake americano, prima del 1840, fosse conosciuto come “Medewaka”, un’espressione che tra la popolazione nativa Mdewakanton Dakota poteva essere tradotta come “lago misterioso”. Pare anche che verso il 1850 arrivò un certo signor Henry McKenty, passato alla storia locale come l’uomo della speculazione edilizia, perchè comprò gran parte delle terre attorno al lago appena prima del boom immobiliare.

Oggi, nelle immagini del portale turistico di Saint Paul, si scopre che la zona attorno al lago è perlopiù residenziale, abbracciato da una pista ciclabile, che funge anche da passeggiata. Qui non si noleggiano barche ma canoe, e c’è pure uno zoo con giardino botanico. Qualcosa in comune però, oltre alle temperature, c’è, ad esempio sulla canna da pesca: tra le acque del Como lake americano nuota il luccio, il persico trota, il salmerino, la perca gialla americana ma anche il “black crappie”, sempre della famiglia dei persici. Ma ahimè, sulle tavole dei ristoranti della zona, non c’è nessuna traccia del risotto.

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