Cronaca / Como città
Martedì 06 Gennaio 2026
Baradello e Respaù: sentiero e baite
in stato di abbandono
Spina Verde Reportage partendo da via Teresa Rimoldi. Voragini sulla strada e tronchi, in auto non si può passare. Anche le due strutture sono invase dalla vegetazione
Como
Degrado, abbandono e, in alcuni tratti, pericolo. Questa la sensazione che si ha percorrendo la carrozzabile che conduce al Castel Baradello dopo la diramazione da via Teresa Rimoldi. Una passeggiata adatta a tutte le età e, per questo, scelta da tante famiglie nelle giornate di bel tempo, ma la situazione in cui versa al momento è tutt’altro che incoraggiante.
La situazione
Imboccando la strada - che in passato era percorribile anche alle auto dirette alle baite in alcune fasce orarie- fin dall’inizio ci si imbatte in vere e proprie voragini, dove il sentiero ha ceduto. I tratti sono delimitati solo da tronchi, non certo in sicurezza.
Procedendo, ci si trova davanti a transenne che circoscrivono alcuni tronchi caduti, in questo caso sul versante della montagna. Già da queste prime situazioni, si può comprendere come, al momento, sia impossibile percorrere la strada in auto, ma solo a piedi.
Il sentiero è inoltre stato scavato anche dall’acqua delle ultime piogge, creando dislivelli che arrivano fino al ginocchio, come si vede dalle immagini a lato. In altri punti ancora, le strutture per il drenaggio dell’acqua hanno ceduto, causando altre voragini. Si arriva a questo punto alla Baita Baradello, circondata dalle erbacce ormai alte, a dimostrazione del fatto che non sia frequentata da tanto tempo.
Chiusa ormai da due anni e mezzo per carenze legate alla sicurezza e all’antincendio, da locale piccolo e accogliente immerso nel parco regionale della Spina Verde, punto di riferimento per gli escursionisti dove degustare piatti tipici del territorio, a luogo in stato di abbandono con, come detto, erba alta e spesso rifiuti intorno alla struttura.
Un colpo al cuore per chi l’ha apprezzata nel tempo. Il caso era stato portato all’attenzione del Consiglio comunale per voce del consigliere del PD Stefano Legnani, ma erano stati anche cittadini comuni a chiedere di intervenire per ridare dignità a questo luogo.
Gli appelli
C’era stato anche chi, come Nello Maspero (sostenitore dei vecchi gestori, gli Amici del Baradello) si era impegnato in prima persona per sistemare il locale sia all’interno che tutto l’esterno, ma poi non c’era stato un seguito.
Non va certo meglio al laghetto adiacente, diventato ormai una pozza con erbacce. Situazione simile, infine, alla Cascina Respaù, il cui ristorante era apprezzato da tantissimi comaschi e non solo, chiusa dal 2022. Anche qui regna l’abbandono, con erbacce cresciute davanti all’ingresso e boscaglia a invadere gli spazi esterni. La piana dove un tempo si facevano le grigliate è stata in gran parte arata dai cinghiali, facendo di fatto scomparire il prato verde.
Il sindaco Alessandro Rapinese, in risposta al consigliere Legnani, aveva a suo tempo evidenziato la volontà di risolvere sia la situazione del Respaù che della Baita Baradello «che per me è un colpo al cuore» erano state le sue parole. Nel frattempo un’altra estate è passata e così sta facendo l’inverno e, al momento, non si conosce il destino dei due (ex) gioielli della Spina Verde.
© RIPRODUZIONE RISERVATA