Battelli, che caos: ma i turisti lo sanno già grazie a social e AI
In riva Un weekend tra i visitatori, per lo più di giornata. Funicolare e Bellagio tra le tappe obbligate, anche se c’è coda. Biglietti dei battelli online introvabili, per l’aliscafo non esistono
Lettura 2 min.«Se bevi uno spritz, nulla è un problema». Mentre è in coda per salire sulla funicolare, Anna ha l’aria divertita: è arrivata dalla Polonia con altre tre amiche e oggi sta tornando a casa. Una gita lampo, insomma, ma è così anche per la maggior parte dei turisti che bazzicano il lungolago. Lo chiamano “day trip”, il più delle volte si pernotta a Milano e si arriva a Como con il treno della linea Nord di Como Lago. Questo perchè - raccontano i turisti - a Milano si rimane più vicini all’aeroporto e ai treni verso le altre città. Spesso, Como e il suo lago non sono una destinazione, ma una tappa, preceduta da Bergamo, Bologna, Venezia o Roma.
Tornando ai piedi di Brunate, la coda in una domenica pomeriggio c’è ma scorre. Man mano che ci si avvicina al vagone, il gruppo di ragazze polacche raccontano di aver scoperto Brunate mentre erano in barca (a noleggio senza conducente), guardando in su. Ma la funicolare cittadina gode anche di tutta una vita parallela sui social media, tra i video che mostrano il panorama rimpicciolirsi dal finestrino. Se venti minuti di attesa in viale Geno sembrano ragionevoli, non è così fuori dalla biglietteria della Navigazione. Qui, la gente racconta anche sui social che bisogna arrivare il prima possibile. E senza volerlo, rivela una nuova tendenza: organizzare la propria gita affidandosi all’intelligenza artificiale: «Sapevamo che ci sarebbe stata la coda, ChatGpt diceva circa 30 minuti, ma siamo qui da un’ora. Volevamo andare a Bellagio e poi a Varenna, ma di questo passo non credo che faremo in tempo» raccontano delle ragazze arrivate dalla Repubblica Ceca. Puntavano all’aliscafo, ma hanno scoperto che per il servizio rapido non si possono acquistare i biglietti online. Lo confermano altre due turiste messicane: «Devi venire qui e basta» Sempre per gli aliscafi, a Como si vende la sola andata. A dir la verità, anche per le corse ordinarie è difficilissimo trovare biglietti online, se non muovendosi con largo anticipo. Quindi, quella coda, che conoscono anche i chatbot di intelligenza artificiale, la si fa e basta, in nome della destinazione.
I più fortunati sono sotto il tendone bianco, ma si tratta di una minoranza: nel picco della tarda mattinata, il serpentone arriva a un centinaio di metri. Volti speranzosi quelli dei turisti, mentre sul vetro di uno degli sportelli viene appeso un cartello: «La corsa rapida delle 12 è esaurita». Non a caso, una coppia mamma-figlia desiste: «Volevamo andare a Bellagio ma ci metteremmo troppo, quindi penso che resteremo qui in città. Però è bello anche qui, anzi meglio di come me l’aspettavo. Pensavo fosse più affollato, e più costoso». Già, i prezzi dei locali, agli occhi di chi è turista, «sono ragionevoli». Lo racconta anche Julia, signora inglese, che a Como festeggia i suoi 50 anni. «Anni fa ero stata sul lago di Garda e mi era piaciuto molto. Poi, quando sono andata a Las Vegas, ho visto l’hotel Bellagio e mi sono detta: voglio vedere il vero Bellagio, non quello finto!». E anche nell’itinerario di Julia, tra Brunate, Bellagio, Varenna e Menaggio, c’è lo zampino dell’intelligenza artificiale.
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