Casnate, liquami industriali in un campo. Ditta “condannata” a bonificare

Il caso Non c’è dolo: colpa di un allacciamento sbagliato. L’azienda: «Faremo la nostra parte, nessuna intenzione di inquinare»

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Casnate con bernate

L’allacciamento alla rete fognaria è errato; così gli scarichi industriali finiscono in un prato alle spalle di via Socrate. Il Comune di Casnate con Bernate ordina a un’azienda di eseguire i lavori di adeguamento dell’impianto e di effettuare un’indagine dei terreni, per verificare la salubrità dei luoghi. L’impresa, da parte sua, assicura massima collaborazione e precisa di avere tutta la documentazione in regola.

La vicenda

La vicenda riguarda la Eurofiniss, società di finissaggio tessuti con sede nell’area industriale in località Merlese. I fatti oggetto dell’ordinanza comunale, firmata il 20 luglio dalla sindaca Anna Seregni, risalgono al 14 marzo di quest’anno, quando le Guardie ecologiche volontarie fotografano uno scarico irregolare di liquami da produzione industriale in un campo alle spalle di via Socrate. Due giorni dopo le Gev effettuano un secondo sopralluogo con la Polizia provinciale di Como. Partono gli accertamenti. Gli uomini agli ordini del comandante Marco Testa, alla guida della Provinciale, effettuano una serie di verifiche anche con i tecnici del Comune di Casnate con Bernate.

«Sostanzialmente si è appurato questo incrocio di tubi, probabilmente realizzato per disattenzione, non certo per la volontà di voler inquinare – evidenzia Testa - Di fatto però resta il danno ambientale e ovviamente ci sarà una sanzione prevista nel Codice dell’Ambiente (siamo nell’ordine delle migliaia di euro ndr.)». È il 9 luglio quando è stato accertato, dal personale della Polizia Provinciale e dall’ufficio tecnico di Casnate con Bernate, che la Eurofiniss avrebbe erroneamente effettuato un allacciamento alla pubblica fognatura e per lo smaltimento delle acque meteoriche.

Il 20 luglio scatta l’ordinanza firmata dalla sindaca, che chiede entro 60 giorni la regolarizzazione dello scarico e i rilievi dell’area verde, per verificare un eventuale inquinamento. «Abbiamo già inviato tutta la documentazione agli enti preposti, ci riferiamo in particolare all’adempimento dell’Aua (Autorizzazione unica ambientale) del 2015 – precisano dall’azienda – Successivamente, alla fine del 2015, c’è stato un intervento del Consorzio sud Seveso per dei cambiamenti sui collettori fognari. Noi all’epoca avevamo rinviato, nel gennaio 2016, tutta la documentazione agli enti proposti, che ci avevano risposto dicendo avete adempiuto alle richieste per l’aggiornamento Aua».

La mano tesa

Adesso è sorta questa problematica. «Ma noi siamo tranquillissimi – assicurano dalla ditta – Ci siamo già mossi per le analisi del terreno, siamo disponibili a effettuare un controllo di comune accordo con gli enti preposti e a risolvere nel più breve tempo possibile la problematica. Paghiamo la depurazione sul contatore a monte, per cui non abbiamo alcun interesse a scaricare da nessun altra parte».

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