Caso ciliegi, Comune di nuovo assente
al tavolo convocato dalla Regione

Nonostante il primo vertice, quello dello scorso 19 gennaio, fosse stato disertato da Palazzo Cernezzi, nei giorni scorsi dall’assessore regionale a Territorio e sistemi verdi Gianluca Comazzi era arrivato un ulteriore invito al primo cittadino di Como affinché non si sottraesse al confronto con gli altri Enti.

Como

Il sindaco Alessandro Rapinese ha sbattuto nuovamente la porta in faccia a Regione Lombardia, Soprintendenza e comitato dei cittadini non presentandosi (e non mandando né l’assessore competente Chiara Bodero Maccabeo ma neppure dirigenti o funzionari comunali) al secondo tavolo di confronto aperto sul destino dei ciliegi di via Venti Settembre.

Nonostante il primo vertice, quello dello scorso 19 gennaio, fosse stato disertato da Palazzo Cernezzi, nei giorni scorsi dall’assessore regionale a Territorio e sistemi verdi Gianluca Comazzi era arrivato un ulteriore invito al primo cittadino di Como affinché non si sottraesse al confronto con gli altri Enti. E ancora oggi la stessa Soprintendenza ha auspicato la partecipazione di Palazzo Cernezzi. Invano, però, poiché dal Comune non si è presentato nessuno (solo poche ore prima Rapinese evidenziava come la competenza fosse solo di Palazzo Cernezzi).

Alla fine attorno al tavolo c’erano i rappresentanti di Regione (oltre all’assessore il consigliere comasco Sergio Gaddi), la Soprintendenza, Ersaf e i rappresentanti del comitato di cittadini che da due mesi e mezzo si batte per salvare i ciliegi giapponesi dal taglio totale per essere sostituiti con i peri cinesi. Non essendoci nessuno di Palazzo Cernezzi a Milano è stato ribadito quanto già emerso nella riunione precedente e, cioé, che i ciliegi (sia secondo la perizia dell’agronomo Daniele Zanzi per il Comitato, ma anche secondo quelli di Ersaf) in larga parte non risultano in condizioni critiche. Nessuna dichiarazione, però, al termine del confronto. Lo stop al taglio (dopo quello del 17 novembre) era arrivato lo scorso 15 gennaio dalla Soprintendenza che aveva chiesto al Comune «di sospendere i lavori di abbattimento previsti e di procedere all’immediata convocazione di un tavolo tecnico congiunto con il competente settore della Regione Lombardia per consentire una più ampia e ragionevole condivisione delle scelte di progetto. Ciò anche in risposta alla richiesta di attenzione pervenuta dai cittadini».

Tavolo tecnico a cui il Comune, come detto, non si è mai presentato. Inoltre il giorno successivo il Tar aveva accolto la sospensiva andando quindi a congelare tutto fino all’udienza che è prevista per giovedì mattina a Milano. E proprio a dopodomani sono puntati gli occhi.

Il Comitato aveva già fatto sapere «di aver chiesto al Tar una consulenza tecnica d’ufficio per stabilire la condizione delle piante». Una sorta di perizia super partes. Verranno sottoposti ai giudici una serie di elementi, contenuti nel ricorso, che vanno dalla richiesta del parere della Soprintendenza da parte del Comune soltanto dopo le prime proteste e non in modo preventivo alla mobilitazione dei cittadini (con presidi e petizione su change.org a un passo dalle 6mila firme) e al fatto che quelle piante erano state collocate in via Venti Settembre subito dopo la Seconda guerra mondiale per sostituire quelle precedenti tagliate e rase al suolo. Un simbolo di rinascita che, in oltre 70 anni, ha da sempre caratterizzato via Venti Settembre, conosciuta anche come “viale dei ciliegi”. Tra due giorni saranno i giudici a valutare se si dovrà procedere, come chiedono il Comune e il sindaco Rapinese, con il progetto che prevede taglio e sostituzione oppure se si rimarrà ancora fermi. Da capire soprattutto se verrà disposta l’ulteriore perizia “super partes” e, in questo caso, l’udienza di giovedì sarebbe solo la prima di una vicenda che, finora, ha riservato una serie di colpi di scena.

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