Figuraccia con i turisti a Como. In stazione soltanto i contanti

Il caso. La segnalazione arriva dal portavoce dei pendolari comaschi. «Da diversi giorni la biglietteria non accetta pagamenti elettronici»

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«La biglietteria di Como San Giovanni non accetta pagamenti elettronici almeno da giovedì 23 luglio per mancanza di collegamento. Dunque le migliaia di turisti che transitano da San Giovanni possono pagare solo in contanti. Discorso che ovviamente vale per passeggeri “di giornata” e pendolari. Faccio notare che ormai si paga quasi tutto con le carte di credito». La segnalazione, circostanziata, arriva dal portavoce dei pendolari comaschi Ettore Maroni, che al nostro giornale ieri alle 18.35 - di rientro da Milano - ha confermato il prolungato blackout dei pagamenti elettronici. «La biglietteria riceve solo contanti anche in questo momento - ha fatto sapere Maroni, aggiungendo che - la problematica andava subito risolta. Non è un buon biglietto da visita per i turisti, alcuni increduli per il fatto di dover saldare il dovuto in contanti. Chiaramente il personale presente non ne ha colpa, la figuraccia però resta. Uno o due giorni di margine sono accettabili. Sei sono davvero troppi. Non è ben chiaro cosa sia successo. C’è chi ha parlato di un cavo tranciato. Esistono comunque rimedi tecnologici per far sì che i pagamenti elettronici possano essere accettati».

E dire che luglio almeno sino allo sciopero del 23 e 24 luglio era stato un mese tutto sommato tranquillo sul fronte dei collegamenti da e per Milano. Poi però lunedì sera la situazione è precipitata, con il “Tilo 25528” (Milano Centrale-Locarno) che ha accumulato un ritardo finale di ben 4 ore e 8 minuti - se non un primato poco ci manca - trasformando «un viaggio di 40 minuti in un’odissea che si è conclusa alle 22.31».

Tra le 19 e le 20, in particolare, secondo il racconto sempre di Maroni, è accaduto un po’ di tutto, con il risultato finale che alle 19.40 i passeggeri «tra cui numerosi turisti con bambini sono stati fatti scendere per una disalimentazione del convoglio. Il “Tilo” è poi ripartito da Monza alle 22, con arrivo a Como con 248 minuti di ritardo. Peraltro stamattina (ieri, ndr.) è stato segnalato un altro problema in zona Milano. Segnalo anche la cancellazione del treno delle 7.03 da Como a Milano Centrale insieme ad altri convogli - rimarca ancora il portavoce dei pendolari comaschi -. A questo punto ritengo che Regione Lombardia debba rafforzare il proprio ruolo di controllo per correggere le criticità presenti sui collegamenti ferroviari di sua competenza. Oggettivamente non mi sembra che lo faccia con grande sollecitudine».

Stando al racconto in presa diretta dei pendolari anche i bonus - comunque utili - andrebbero ricalibrati considerato che scattano dai 15 minuti di ritardo. «E su un collegamento ferroviario che dura quaranta minuti, oggettivamente quindici minuti sono davvero tanti. Da parte nostra c’è la massima disponibilità ad un confronto sui tanti temi e problemi in essere», conclude Maroni.

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