Cronaca / Como città
Domenica 08 Febbraio 2026
Ciliegi, l’attacco della Regione a Rapinese. L’assessore Comazzi: «Una Caporetto»
Il caso Il dibattito non si placa dopo la decisione di Soprintendenza e Tar di salvare le piante. E la portavoce del Comitato rilancia: «Si sente il re di Como e non il sindaco di tutti i cittadini»
Scontro a distanza tra il sindaco Alessandro Rapinese e la presidente del comitato per salvare gli alberi di via Venti Settembre Giorgia Merlini a poche ore dalla doppia vittoria incassata dai cittadini grazie al vincolo posto dalla Soprintendenza e poi dalla decisione del Tar che ha accolto la sospensiva rimandando la discussione nel merito a giugno, anche se il parere dell’Ente di tutela del paesaggio ha ormai definitivamente messo la parola fine sul taglio delle piante e alla sostituzione dei ciliegi con i peri.
I punti di vista
Il primo cittadino in diretta su Etv aveva attaccato la Soprintendenza («sono preoccupato che la Soprintendenza, che ha modificato il parere la notte prima dell’udienza, possa cambiare idea su ogni cosa, se lo facesse sullo stadio o su tutto il resto?»), fatto presente di non sapere «che i ciliegi della via fossero un simbolo di pacificazione e rinascita dagli orrori della guerra» e paventato di togliere tutti i posti auto («io non vorrei dover togliere tutti i posti auto in via XX Settembre per far spazio adeguato ai ciliegi»).
E ieri è stata la portavoce del comitato Giorgia Merlini (fu proprio sua nonna, nel 1947, a far piantare i ciliegi nella via) a ribattere con un video al sindaco: «La Soprintendenza non ha magicamente inviato un parere la notte prima dell’udienza al Tar, ma nel pomeriggio del 4 febbraio ed è il risultato dei due tavoli tecnici di confronto a cui non si degnato di presentarsi. Avrebbe da un lato potuto contribuire e dall’altro essere messo a parte».
E ancora: «Non poteva non sapere dell’affezione dei cittadini e del valore identitario del viale poiché abbiamo fatto una petizione fisica, una on line con 6mila firme, sit alle 5 del mattino e siamo anche venuti da lei. Cos’altro le serviva?». Durissima sui parcheggi: «È inutile che ci minacci di togliere i parcheggi perché la Soprintendenza è chiarissima e non ha richiesto questo. Un conto è impedire che le auto vadano addosso alle piante parcheggiando sulle aiuole, altro parlare di togliere i parcheggi. Visto che dovrà mandare il progetto alla Soprintendenza, se includerà la rimozione dei parcheggi la scelta sarà unicamente sua». E ha chiuso dicendo: «Lei si sente il re di Como e non il sindaco di tutti i cittadini».
Da Milano
Da Milano l’assessore regionale a Territorio e Sistemi Verdi Gianluca Comazzi parla di «Caporetto» del sindaco: «La decisione del Tar, che comunque non avrebbe cambiato l’esito finale della Soprintendenza è rafforzativa e confermativa di una Caporetto per il sindaco. Sono molto contento perché si è ristabilita la verità che Regione Lombardia sta cercando da mesi di affermare accanto al comitato di cittadini e a un numero altissimo di persone che si sono mobilitate e che ringrazio per questa battaglia civica portata avanti con educazione e rispetto della cosa pubblica».
E aggiunge: «Hanno salvato l’identità di un quartiere storico che dal dopoguerra in avanti era caratterizzato dai ciliegi. Ringrazio la Soprintendenza che ha approfondito con grande equilibrio la situazione e ha rettificato il parere, di fatto vincolando e salvando i ciliegi dicendo che solo quelli malati potranno essere tagliati e sostituiti con la stessa varietà».
E chiude: «Sono molto dispiaciuto dell’atteggiamento del sindaco che non ha voluto in nessun modo sedersi al tavolo con i suoi cittadini, la Soprintendenza e la Regione. Sono stati anche fatti risparmiare soldi all’amministrazione che avrebbe speso inutilmente per sostituire piante che non ne avevano bisogno».
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