(Foto di archivio)
Il caso Ieri l’ulteriore stop dei giudici amministrativi, esultano i membri del comitato. Il sindaco in tv: «Dicono che devo sistemare il terreno attorno agli alberi? Toglierò i posteggi»
Doppio ko nel giro di 48 ore per il sindaco Alessandro Rapinese sulla questione dei ciliegi di via Venti Settembre che ieri sera ha reagito giocando d’attacco. Dopo la presa di posizione della Soprintendenza che rettificando il suo parere ha di fatto “vincolato” il viale imponendo al Comune di sostituire solo le piante malate, ieri è arrivato anche lo stop del Tar che ha sospeso il taglio fino all’udienza di merito fissata il prossimo 19 giugno.
Va però detto che con quanto disposto dall’Ente di tutela del paesaggio, richiamato dai giudici amministrativi nell’accogliere l’istanza cautelare dei ricorrenti, i ciliegi rosa presenti in via XX Settembre dal dopoguerra resteranno al loro posto. «Il provvedimento blindato della Soprintendenza – le parole dell’avvocato Maria Cristina Forgione che ha portato avanti il ricorso - è “blindato” ulteriormente da un provvedimento cautelare che lo recepisce. Azione giudiziale e stragiudiziale che si intersecano e rafforzano. Questa è la vera forza del gruppo».
Teresa Minniti, anche lei avvocato del comitato parla di «netta vittoria dei cittadini contro decisioni amministrative sbagliate e ostinatamente portate avanti dal Comune». La portavoce Giorgia Merlini parla di «giornata importante per via Venti Settembre e per tutta la città. La decisione del Tar supplisce all’ostinata mancanza di ascolto da parte del Comune e costituisce un momento di profonda soddisfazione per il comitato. Un ulteriore riconoscimento della voce di comuni cittadini unitisi spontaneamente per la difesa del patrimonio urbano da una scelta scellerata che avrebbe cancellato in modo irreversibile memoria, identità e storia di un intero quartiere caro a intere generazioni».
Dalla Regione l’assessore al Territorio Gianluca Comazzi ha dichiarato: «Siamo di fronte a un’indicazione ormai inequivocabile: prima la Soprintendenza, ora anche il Tar. Due autorità diverse che vanno nella stessa direzione. Mi auguro che il sindaco di Como smetta di lottare contro i mulini a vento e chieda scusa ai cittadini». Infine il consigliere regionale di Forza Italia Sergio Gaddi, che fin da subito ha sostenuto la protesta: «Il Comune avrebbe dovuto fermarsi un’ora dopo la presenza dei cittadini in strada a novembre. Invece ha voluto usare la forza per cancellare i sentimenti della città, ma ha perso miseramente. Dopo il vincolo di tutela così forte imposto dalla Soprintendenza qualsiasi amministratore di buon senso si sarebbe bloccato, mentre lui vuole ancora insistere, ed é incredibile».
Il sindaco ieri ha risposto, dopo quasi due mesi, alla lettera con cui il comitato chiedeva un confronto dicendo di non potersi esprimere poiché «è pendente un giudizio innanzi all’autorità giudiziaria». E in serata, in diretta a Etv, ha attaccato la Soprintendenza dicendo di essere «preoccupato che la Soprintendenza, che ha modificato il parere la notte prima dell’udienza, possa cambiare idea su ogni cosa, se lo facesse sullo stadio o su tutto il resto? Personalmente non sapevo che i ciliegi della via fossero un simbolo di pacificazione e rinascita dagli orrori della guerra». E ancora: «Credo nel diritto, nella Soprintendenza e nella Repubblica. Io non ho cambiato idea, la Soprintendenza, che nessun partito ha influenzato, si confronta con Regione Lombardia e con un ente dedicato alle foreste». Ha evidenziato che «il Tar ha sospeso fino al 19 giugno» e ha anche detto che, poiché la Soprintendenza ha scritto di sistemare in modo adeguato il terreno attorno ai ciliegi che «i residenti capiranno che dovremo togliere i posti auto».
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