Cittadini in coda per il referendum. Urne aperte fino alle 15 di lunedì

Al voto Domenica numeri sopra la media degli ultimi anni. «Elettorato uniforme, anche se l’età media è alta»

Un flusso costante, inaspettato per certi versi, e una partecipazione che sfida il tradizionale scetticismo. Il primo giorno di votazioni per il referendum sulla giustizia si chiude con segnali di vitalità democratica che arrivano direttamente dai seggi cittadini. I presidenti e i segretari delle sezioni elettorali raccontano una realtà fatta di code ordinate e numeri che superano le medie degli ultimi anni.

I dati definitivi della prima giornata delineano un quadro di partecipazione solida. In Lombardia l’affluenza alle 12 era al 17,57%, un dato che riflette una mobilitazione significativa su tutto il territorio. La provincia di Como segue a breve distanza con un 16,68%, confermando un trend positivo che ha trovato riscontro diretto nelle testimonianze raccolte nelle scuole elementari della città, dove in alcuni seggi la percezione di afflusso è stata persino superiore alla media provinciale.

Alla sezione 1 della N. Sauro, la presidente Anna Mazzola Villa registra un dato tra il 18% e il 19%: «Sembra un buonissimo risultato, sicuramente meglio rispetto agli altri anni. Questa mattina c’era una grossa affluenza all’ufficio elettorale per le tessere, segno che la gente ci tiene. Forse la partita del pomeriggio ha rallentato il ritmo. L’elettorato è uniforme, anche se l’età media resta alta».

Ancora più ottimista è il clima alla sezione 22 (scuola C. Battisti), dove la presidente Maria Serio parla quasi di un record locale: «Su 784 elettori siamo già oltre i 300 votanti, viaggiamo verso il 38%. Non ho mai visto niente del genere per un referendum».

Oltre ai numeri, sono le storie umane a colpire gli addetti ai lavori. Chiara Sepio, segretaria della sezione 7 alla Corridoni, sottolinea la tenacia degli anziani: «Tanto di cappello a chi arriva con difficoltà: con le carrozzine o in stampelle pur di fare il proprio dovere. Ho visto persone quasi centenarie. Al contrario, i giovani sono ancora pochi, forse perché molti sono all’estero». Una riflessione condivisa da Brigida Canali (sezione 28, S. Gobbi), che ha gestito persino un voto a domicilio: «L’affluenza è generosa. Mi ha colpito una ragazza che ha appena compiuto 18 anni, ma l’età media resta elevata».

Tra le cause di questa partecipazione, gli addetti individuano la forte comunicazione mediatica e la natura della consultazione. «C’è stata tantissima pubblicità tra Tg e spot», osserva Sepio. Canali aggiunge un dettaglio tecnico: «Il fatto che questo referendum non abbia il quorum probabilmente invoglia di più la gente, sentendo che il proprio voto pesa davvero».

Non mancano le critiche logistiche. Maria Serio evidenzia come l’abolizione della distinzione tra file per uomini e donne stia creando rallentamenti: «Gestire gli elenchi unificati genera più code, prima la divisione di genere permetteva di smaltire il flusso più velocemente».

Le urne riapriranno domani mattina per l’ultima finestra di voto: i seggi resteranno aperti dalle 7 alle 15, dopodiché si procederà con le operazioni di spoglio.

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