Servono altri due mesi per la fine dei lavori ai giardini a lago

Como Si va a rilento per la variante progettuale che passerà in giunta dopo l’ok della Soprintendenza. Niente ultimazione entro il 15 maggio, si parla dell’estate. Nell’articolo le foto che immortalano lo stato dei lavori

La nuova data di fine lavori cerchiata in rosso è quella del 15 maggio, ma slitterà di certo in avanti poiché con l’approvazione della perizia di variante (che contiene anche il tema dei ciliegi tagliati sul cannocchiale davanti al Tempio Voltiano su cui dovrà esprimersi la Soprintendenza) verrà definito un nuovo cronoprogramma del cantiere. Per la parola fine sui giardini a lago si andrà, verosimilmente, tra fine giugno e luglio a meno di altri intoppi o ritardi e andrà definita anche la tipologia dei giochi.

Sopralluoghi

Intanto dalle recinzioni i nuovi giardini stanno iniziando ad assumere la fisionomia definitiva e sono stati effettuati anche recentemente sopralluoghi per verificare lo stato di avanzamento e la situazione del verde. Le lavorazioni in molte parti stanno rallentando in attesa della variante progettuale. Nella zona vicina alla storica locomotiva si vedono i gradoni che dovranno avere la funzione di una sorta di anfiteatro che, realizzati, sembrano più piccoli rispetto al progetto, ma si tratta ovviamente di un effetto visivo. Nella zona della “battery”, quella contestata anche recentemente da più parti non solo per motivi estetici, ma anche di sicurezza in prospettiva (piccoli spazi chiusi e coperti potrebbero, secondo molti, diventare punto di ritrovo di sbandati che già frequentavano l’area prima della chiusura e della delimitazione del cantiere), la struttura si vede con chiarezza, ma ancora non è stata posizionata la copertura e nemmeno le parti interne dei singoli spazi delle quali ci sono gli “scheletri”. Sono infatti previsti una superficie con larghezza di 16,50 m e una lunghezza di circa 75 metri suddivisa in cinque moduli: servizi igienici autopulenti (già pronti) e locale termico (24 mq), una piccola biblioteca con una parte storica sui giardini da 35 mq (dove verrà collocato anche il “mascherone” e ancora un modulo per le mostre da 35 mq, un chiosco da 35 mq e un secondo chiosco da 17 mq. Sono state posizionate anche le panchine (con riutilizzo di buona parte di quelle già presenti) e ad alcuni non è sfuggito come ne siamo state messe tre con “vista” bagno, ma non è detto che quella sia la collocazione definitiva. Inseriti alcuni nuovi percorsi pedonali, ci sono ancora alcuni punti di domanda che dovrà sciogliere la perizia approvata dalla commissione Paesaggio e ora al vaglio della Soprintendenza prima di tornare in Comune per il successivo passaggio in giunta. Nel documento oltre allo stralcio dell’area verso lo stadio (dove c’erano le automobiline), sono infatti inserite modifiche nella pavimentazione con il conglomerato bituminoso finito con micro-tappeto granigliato in viale Corridoni e nell’area interna all’anello e in calcestre naturale per i percorsi pedonali. Soluzioni che sostituiscono l’Ecopav e il porfido.

Ultima fase

Quest’ultimo rimarrà lungo il cannocchiale di viale Marconi e nell’area del chiosco. Per il verde la proposta formulata dall’amministrazione comunale è quella di sostituire 20 ciliegi già abbattuti con 38 “Pyrus calleryana Chanticleer” (i peri cinesi messi in via Moro e che l’amministrazione Rapinese voleva piantare anche in via Venti Settembre al posto dei ciliegi salvati dalla Soprintendenza e dal Tar). Il documento di variante contiene anche interventi sui tracciati delle reti fognarie ed elettriche per la risoluzione delle interferenze con sottoservizi e strutture esistenti.

Una volta ottenuto il parere della Soprintendenza il documento, con il cronoprogramma e il quadro economico aggiornati, dovrà essere approvato dalla giunta comunale. Solo a quel punto l’ultima fase delle lavorazioni potrà entrare nel vivo.

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