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Como, le minacce di raduni violenti a Como: questa mattina blitz della polizia

La cronaca ora per ora Si prospetta una giornata complicata: diversi negozi del centro hanno barricato le vetrine. La città però non figura tra quelle in cui sono previste proteste e le forze dell’ordine rassicurano commercianti e residenti

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Como

Nel pomeriggio di ieri, venerdì 23 ottobre, anche Snipes ha deciso di barricare le proprie vetrine dietro una barriera di compensato. Il negozio di scarpe situato in via Bernardino Luini, in pieno centro a Como, come già Sephora, nella stessa via, o Foot Locker, davanti ai portici Plinio (e probabilmente diversi altri) teme che le minacce di ripetere qui quanto accaduto il weekend scorso in centro a Milano si possano effettivamente realizzare.

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Un timore nato dalle chat che nel corso della settimana hanno terrorizzato l’intera città - come accaduto anche altrove in Lombardia - arrivando a convincere i genitori a non mandare i figli a scuola martedì scorso, nonostante le rassicurazioni delle forze dell’ordine sul fatto che la maggior parte dei contenuti diffusi (in particolare i riferimenti a stragi di studenti e stupri di gruppo) fossero fake news, talvolta rafforzate da immagini prodotte dall’intelligenza artificiale.

Questa mattina, inoltre, anche Como è stata al centro di un’operazione della Polizia che ha coinvolto tutto il Nord Italia, con centinaia di perquisizioni mirate a evitare assalti improvvisati che ieri sera sono stati annunciati in varie città.

Inoltre la Procura nelle ultime ore ha dato mandato di esecuzione per 26 perquisizioni nelle case di giovani, di cui 21 minorenni, sospettati di far parte della chat da cui sono partite le minacce di scorribande per oggi. In un caso i controlli della Digos hanno portato effettivamente a trovare materiali pericolosi e riproduzioni di armi nella casa di un ventunenne della Bassa Comasca tra le anime del gruppo whatsapp da cui è nata l’idea dei disordini.

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Questura, prefettura e Comune rassicurano

Anche il sindaco di Como, intercettato ieri in centro per la mattinata di dimostrazioni per gli studenti con la protezione civile, i soccorritori e le forze dell’ordine ha ribadito che Questura e Prefettura stanno lavorando con il Comune per sventare qualsiasi tipo di disordine. La sensazione di insicurezza tra i cittadini e negozianti però permane: nella serata di ieri, per esempio, la libreria La Ciurma di viale Lecco ha fatto sapere dal proprio profilo Instagram che il negozio oggi rimarrà chiuso per sicurezza. Le due librarie nei giorni precedenti avevano espresso preoccupazione per la vicinanza all’Unieuro, uno dei negozi comparsi nelle liste di luoghi da assaltare diffuse all’interno delle chat di cui ormai si parla da una settimana. Non è l’unico: nella lista compaiono anche altri negozi sportivi e boutique di lusso. Le associazioni dei commercianti hanno però invitato ad abbassare i toni e mantenere la calma, confidando nelle operazioni di prevenzione messe in atto dalle forze dell’ordine.

«Il centro di Como è in stato d’assedio: altro che scioperi e cortei, è bastato qualche messaggio» scrivevano, sempre ieri sera, su Instagram due gruppi di riferimento per i giovani comaschi, Bacheca Scomoda, gruppo Telegram finalizzato alla diffusione di eventi di solidarietà e attivismo, e Anticorpi Militari, gruppo di attivisti contro la militarizzazione. Entrambi i gruppi hanno comunicato di voler «disertare la piazza del 24.10» in riferimento alle proteste annunciate per la giornata di oggi in diverse città italiane tra cui però Como non figura e rilanciando allo sciopero generale del 20 novembre «senza chat segrete, senza passamontagna, in migliaia e a viso scoperto» per protestare contro il carovita, la guerra, le privatizzazioni e per la scuola e la sanità.

Movimento 17 ottobre, un gruppo nazionale aperto pochi giorni fa per organizzare nuove proteste tra Milano, Torino, Genova, Roma, Firenze, Bologna, Padova e Bari sempre ieri pomeriggio ha disdetto i luoghi di ritrovo annunciati in precedenza, mantenendo però la mobilitazione e facendo sapere che oggi alle 14:30 saranno comunicati tre luoghi di ritrovo in ognuna delle città citate (tra cui Como non figura) per iniziare tre cortei da diversi punti, da far confluire verso un’unica destinazione che sarà annunciata successivamente.

Fermata la manifestazione per la “remigrazione”

Niente di simile risulta previsto per Como anche se negli ultimi giorni sono circolati sui social e anche fisicamente in città volantini di iniziative di un altro gruppo ancora, il Movimento Italia sovrana, gruppo di estrema destra e di stampo sovranista vicino al Veneto Fronte Skinheads, che ha convocato per oggi un raduno in un punto non meglio specificato (i volantini indicano un “punto di ritrovo privato” per «difendere il rispetto della città e dire NO a caos, provocazioni e vandalismo». Il movimento è stato posto all’attenzione delle forze dell’ordine. Vista la situazione di tensione generale, il questore ha deciso di non autorizzare la manifestazione sulla “remigrazione” che esponenti di Forza Nuova intendevano organizzare proprio oggi in centro.

La partita al Sinigaglia: i divieti

Tra l’altro, oggi alle 15 il Como scenderà in campo per sfidare il Sassuolo. Nella zona lungo via Sinigaglia, viale Puecher, viale Masia (tra piazzale Somaini e viale Rosselli), via Martinelli, piazzale Somaini, via Pietro da Breggia, via Recchi (aree adibite alla sosta), viale Rosselli (controviale alberato), via Campo Garibaldi e via Vacchi dalle 6.30 di oggi è vietata sia la sosta che la circolazione. Allo stadio dalle 12 alle 19 entra in vigore il divieto di somministrazione di bevande con gradazione alcolica superiore al 5% e vietati anche i contenitori di vetro o le lattine. All’esterno dello stadio, tra le 12 e le 17, varrà il divieto di bevande alcoliche con qualsiasi gradazione destinate all’asporto.

Le forze dell’ordine saranno presenti, come sempre, anche nella zona del Sinigaglia per garantire l’ordine pubblico tra i tifosi delle squadre avversarie. Durante la settimana anche gli ultras erano stati coinvolti nel dibattito relativo alle chat con minacce di stupri e aggressioni agli studenti già prima di oggi: nei gruppi dei tifosi e in diversi commenti sui social, gli ultras si erano detti pronti a scendere in strada per affrontare i giovanissimi vandali. A evitare eventuali scontri tra i due gruppi (ammesso che i giovanissimi che minacciano saccheggi si presentino effettivamente in città, cosa affatto scontata) saranno le forze dell’ordine, che monitoreranno la situazione in centro e nella zona del Sinigaglia.

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