Como Nuoto, trovata l’azienda per il maxi-cantiere: le tempistiche e il finanziamento

Como Dal Comune è arrivato il mandato ad un’impresa di Erba, che rifarà gli impianti tecnologici. Galati: «Prima si inizia meglio è. La vasca risale agli anni ’70 e serviva una manutenzione»

Como

Venticinque metri d’acqua vista lago: la piscina della Como Nuoto, al civico 14 di viale Geno, non ha bisogno di presentazioni. Vale però la pena raccontare l’importante intervento di manutenzione straordinaria che la interesserà nei prossimi mesi. Con i finanziamenti già pronti, il Comune ha ora aggiunto il tassello più importante per aprire il cantiere, cioè ha selezionato l’azienda che lavorerà in viale Geno. Si tratta della Progedil, che ha vinto la gara d’appalto presentando l’offerta più conveniente.

Cosa si farà

«Il cantiere si occuperà degli impianti tecnologici, sia relativi alla vasca che agli spogliatoi» racconta Bruno Galati, presidente della Como Nuoto. A questo proposito, una promessa è doverosa: l’impianto di viale Geno è di proprietà del Comune, che l’ha poi affidato alla Como Nuoto. Per farla breve, «é come se il proprietario facesse un intervento di manutenzione in un appartamento affittato». Tornando ai lavori imminenti, Galati ricorda che «c’è un’urgenza di intervenire perchè stiamo parlando di una piscina costruita negli anni ’70». Certo, è ancora tutto da fare, ma vista da lontano, questa storia pare essere davvero all’ultimo miglio. Basti pensare che l’intervento di manutenzione era già nell’aula del consiglio comunale nell’estate del 2024, con non poche polemiche circa le dinamiche di finanziamento.

I tempi

«L’aspetto esterno non cambierà - rassicura il presidente - però l’impianto aumenterà e migliorerà il livello prestazionale». Un dettaglio non da poco se si considera che, nella sola scorsa stagione d’apertura, i tesserati erano circa 550: «La bellezza della Como Nuoto è che accoglie nuotatori dai 2 ai 102 anni». Ma parliamo delle tempistiche: «La società di Erba dovrebbe iniziare e concludere i lavori nel 2026. Non sappiamo ancora se si partirà prima o dopo la stagione estiva, chiaro è che non potranno pregiudicare la fruibilità della struttura». Le opzioni sono due: effettuare l’intervento da ottobre in poi oppure partire subito, interrompere ad aprile e riprendere dopo la stagione estiva. «Per noi, prima iniziano e meglio è. Se si riuscisse a fare nelle prossime settimane una prima parte della manutenzione, sarebbe l’ideale».

Nella vasca della Como Nuoto ci si può tuffare da aprile a ottobre. Qualche anno fa si era tentata l’apertura invernale attraverso il montaggio di una tensostruttura, ma «era troppo costosa e poco efficace». Tra l’altro, l’impianto della Como Nuoto, oltre a diventare più moderno, si appresta a conservare la sua importanza per la città, dal momento che a Muggiò la piscina olimpionica è chiusa dal 2019: «L’assenza di Muggiò è oggettivamente un problema per tutta la provincia - continua Galati -. Speriamo che si riapra il prima possibile». Nel frattempo, per i nuotatori comaschi, c’è una certezza: all’arrivo del primo caldo, i cancelli di viale Geno si faranno trovare aperti.

Mezzo milione dal Comune

Bisogna tornare al novembre del 2024 per assistere alla firma del documento di indirizzo della progettazione avente per oggetto “piscina di viale Geno - riqualificazione impiantistica”. Come scritto dal Comune, l’intervento di manutenzione straordinaria si è reso necessario perchè «sono stati rilevati gravi ammaloramenti dell’impiantistica al servizio della vasca e degli spogliatoi».

La procedura di gara invece si è aperta lo scorso dicembre. Trattandosi di un’operazione con importo superiore ai 150.000 euro, ma inferiori al milione, il Comune ha optato per la procedura negoziata. Dai documenti resi pubblici si scopre che alla gara di appalto per la manutenzione straordinaria della vasca di viale Geno si erano inizialmente presentate due imprese, una comasca e una bergamasca. Aperte le buste, la vincitrice secondo il criterio del minor prezzo è risultata essere la Progedil di Erba, che ha presentato un’offerta netta da 487mila euro, la più vantaggiosa, comunque inferiore all’importo di gara indicato dal Comune.

Tra i numeri di questo intervento, i più importanti riguardano le risorse finanziarie: va detto che l’importo complessivo di progetto è di ben 750.000 euro. Di questa cifra, 250.000 euro fanno capo a un contributo conferito dalla Regione, mentre il restante mezzo milione è stato impegnato da parte dell’Amministrazione comunale. Sbirciando tra le tabelle pubblicate sull’albo comunale, si scopre poi che la somma limitata ai soli lavori sarebbe di 496.496,58 euro, di cui circa 191mila per la manodopera. Al quasi mezzo milione in questione va però aggiunta l’Iva e altre voci di costo, tra cui l’incarico per la redazione e coordinamento del progetto, così come ulteriori spese tecniche.

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