Consumo di suolo, Como è una città virtuosa. Ma in provincia il dato peggiora

Il rapporto Ispra Tra i 147 Comuni lariani analizzati dall’istituto, quello che si è “mangiato” più spazio è Mariano Comense. Il 12,35% del territorio è già coperto da superfici artificiali. Ma 2.150 ettari di aree urbane potrebbero tornare verdi

Mariano Comense, Cucciago, Cadorago, Rovello Porro e Cantù sono i Comuni dove nel 2025 si è consumato più suolo. Tutti nella fascia sud della provincia. Lo dice il nuovo rapporto dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), «Consumo di suolo, ecosistemi urbani e stato del territorio», presentato a Roma il 27 ottobre, che mette in fila i 147 Comuni comaschi.

I dati

Nel 2025 in provincia sono stati trasformati in superfici artificiali 41,86 ettari di terreno, quasi sessanta campi da calcio. Nel 2024 erano stati 10,45. In un anno il dato è quadruplicato, tornando ai livelli del 2022 (41,25 ettari) e del 2023 (34,14). Nel conteggio Ispra rientrano anche cantieri e aree di lavoro. Nel capoluogo, invece, sono stati consumati appena 0,27 ettari, circa 2.700 metri quadrati: il dato più basso tra i capoluoghi lombardi, mentre Milano ne ha persi 28. Il primo posto va a Mariano Comense, con 2,70 ettari. Seguono Cucciago (2,41), Cadorago (1,83), Rovello Porro (1,81) e Cantù (1,71). Insieme valgono un quarto del consumo provinciale.

A Mariano le superfici artificiali coprono già il 37,7% del territorio. Il Comune è stato il primo nel Comasco riconosciuto dalla Rete dei Comuni Sostenibili e nel 2023 ha ricevuto la «Bandiera Sostenibile», anche per aver azzerato il consumo di suolo nel 2021. Da allora, secondo Ispra, la curva è risalita: 1,19 ettari nel 2022, 1,48 nel 2023, 1,00 nel 2024, fino ai 2,70 dell’ultimo anno, il valore più alto almeno dal 2015. Il sindaco Giovanni Alberti respinge il dato. «Due ettari a Mariano cementificati non esistono proprio – commenta – mi piacerebbe che mi facessero vedere dove».

Per Alberti l’unico documento che conta è il Pgt del 2023, che secondo il sindaco ha ottenuto il via libera di Provincia, Regione e Parco delle Groane e ha ridotto il consumo di suolo previsto del 30% negli ambiti residenziali e del 20% in quelli produttivi rispetto al 2013. «Che non si edifichi a Mariano non è vero», ammette, «ma è sempre all’interno del documento che determina una riduzione». Alberti però non intende contestare formalmente i numeri. «È inutile fare la guerra con chi fa i dati».

La compensazione

Il Pgt e il rapporto Ispra misurano cose diverse. Il primo fissa le trasformazioni consentite dalla pianificazione, il secondo registra i cambiamenti fisici del terreno, compresi i cantieri. Per il circolo Ambiente «Ilaria Alpi», storica associazione ambientalista, i riconoscimenti non bastano. «Andiamo a vedere nel concreto cosa fanno le amministrazioni per tutelare l’ambiente», dice il presidente Roberto Fumagalli. Il circolo cita la pratica edilizia di via Piave, che secondo Fumagalli comporterebbe la perdita di un parco alberato, e chiede di inserire nel Pgt il principio del «consumo di suolo zero». Su via Piave il sindaco Alberti parla di un intervento privato, autorizzato nel rispetto delle norme. Gli alberi tolti, assicura, saranno ripiantati all’interno del progetto, perché per legge il bilancio ecologico deve essere almeno pari a zero. Infine invita le associazioni a non alimentare polemiche.

Secondo il rapporto, a Cantù sono stati trasformati 3,29 ettari, più che in qualsiasi altro Comune, ma 1,58 sono stati restituiti con interventi di ripristino. Tra i primi dieci ci sono anche tre località del lago, Tremezzina (1,23 ettari), Griante (1,21) e Bellagio (1,06). Carbonate è l’unico Comune che chiude l’anno in attivo, con 0,72 ettari di ripristini che superano le nuove trasformazioni. In 63 Comuni il saldo è zero, negli altri 83 è aumentato il suolo consumato. La quota di territorio costruito più alta è a Cabiate, il 56,7%, anche se nel 2025 il Comune ha consumato solo 0,50 ettari.

Nel confronto lombardo il Comasco è nono su dodici province. Ma il 12,35% della provincia è già coperto da superfici artificiali, più della media lombarda (12,27%) e molto sopra quella italiana (7,19%). Il rapporto individua in provincia 2.150 ettari di aree urbane che potrebbero tornare verdi, 237 pubblici e oltre 1.800 privati.

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