Cronaca / Como città
Domenica 08 Febbraio 2026
Dal Cfp alle cioccolaterie francesi. «Sogno di aprire un locale mio»
La storia Aurora Gioachini, 24 anni, è partita da casa quando ne aveva 17. Dopo diverse esperienze, ora si trova a Parigi. «Grazie ai miei genitori che mi hanno sempre sostenuta»
Gli studi al Cfp di Monte Olimpino, la passione per la pasticceria e, in particolare, per il cioccolato e il coraggio di lasciare casa quando era ancora giovanissima, 17 anni appena, per inseguire i propri sogni. Questa, in poche righe, è la storia di Aurora Gioachini, 24 anni e originaria di Rovellasca, ma ormai da sette anni in giro per l’Europa, per motivi di studio e lavoro. È lei a raccontare la propria esperienza, non senza un pizzico di nostalgia per casa sua.
Gli inizi
«Ho frequentato il Cfp, i quattro anni di pasticceria. Già durante questo percorso la scuola promuoveva piccoli Erasmus di un mese, io quindi sono partita sia in terza che quarta, andando a Grenoble e Stoccarda, era stato molto bello. Il Cfp, al termine degli studi, mi ha poi proposto altre esperienze all’estero, si poteva frequentare una scuola gemellata a Nantes, con apprendistato all’estero di un anno».
Un’opportunità che Aurora non si è lasciata scappare. «Prima di partire ho fatto una prova e mi era piaciuto molto - prosegue la giovane -. Un’esperienza molto bella. I primi due mesi sono stati particolari, parlavo pochissimo francese ma anche questo aspetto è stato bello, con la scuola ho potuto fare un’immersione completa. Ho quindi fatto un anno in pasticceria, poi ho deciso di restare lì perché ho scoperto che c’erano formazioni pubbliche di cioccolateria, ho perciò fatto un anno di apprendistato in una pasticceria, poi l’azienda mi ha chiesto se volessi fare un altro diploma di due anni. Io avevo solo 18 anni, all’inizio ero dubbiosa. Poi però, siccome mi trovavo bene, ho deciso di continuare e ho fatto questa specializzazione in cioccolateria iniziando a creare sculture in cioccolato, caramelle, cioccolatini e così via».
A Copenaghen
Dopo questi quattro anni di formazione in Francia, per lei un altro Erasmus di sei mesi a Copenaghen in un ristorante italiano, sempre in pasticceria. «Avevo carta bianca, potevo proporre iniziative e fare creazioni. Da lì poi mi sono spostata a Parigi, volevo provare la grande città. Sono andata all’Hôtel Ritz in pasticceria, una bellissima occasione. Sono rimasta un anno e mezzo, con diversi turni: il primo dalle 4 a mezzogiorno, facevamo decorazioni per ristorante e hotel, poi ho cambiato équipe, ero nel tea time preparando i dolcetti per il te da mettere nel salone dell’hotel. Nel pomeriggio le preparazioni per i giorni seguenti. Infine l’équipe della sera, dedicata ai banchetti per i matrimoni e le colazioni. A quel punto volevo tornare in cioccolateria e ne ho trovata una dove però si usavano molti macchinari, ho preferito cambiare anche se comunque è stata un’esperienza formativa. A fine dicembre ho finito, ora ho delle prove in un’altra cioccolateria».
Un curriculum di tutto rispetto considerando che Aurora ha appena 24 anni ed è via da casa da quando ne aveva 17.
«Grazie ai miei genitori»
«All’inizio mia mamma era un po’ preoccupata e lo capisco; io sono super riconoscente verso i miei genitori, mi hanno sempre dato libertà e spazio di vivere la mia esperienza. Mi hanno appoggiata tanto, mi vengono a trovare e mi spingono in alto. Il mio sogno? Aprire un giorno la mia cioccolateria, ma anche insegnare. Ho avuto tanti prof che ho ammirato e vorrei anche io trasmettere qualcosa ai giovani. Penso che tornerò in Italia, Parigi è una città molto grande, è bello viverci ma più in un’età giovanile».
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