Dall’India a Dubai, ora finalmente a casa: l’odissea di un gruppo comasco

Rientrato grazie a voli speciali il gruppo di yoga che era rimasto bloccato negli Emirati. Sabato scorso avrebbero dovuto fare un semplice scalo: «Prima ci hanno ritardato il volo, poi lo hanno cancellato ed è arrivato il console italiano a spiegarci la situazione»

Como

Veronica Coduri, insegnante di yoga comasca, racconta la drammatica odissea vissuta da lei e dal suo gruppo di turisti rimasti bloccati a Dubai da sabato 28 febbraio a ieri, mentre rientravano da un ritiro di yoga di dieci giorni in India. Quello che doveva essere un semplice scalo di sole tre ore è diventato un incubo agghiacciante: «Prima ci hanno ritardato il volo, poi ce lo hanno cancellato ed è arrivato il console italiano a spiegarci la situazione», spiega Veronica descrivendo l’incertezza e la confusione dei primi momenti.

Nonostante il caos, la compagnia Emirates ha garantito assistenza completa: «Ci hanno fornito assistenza su tutto: albergo, cibo e hanno organizzato voli d’emergenza per rientrare». La decisione di trasferirsi ad alloggiare in hotel dall’aeroporto si è rivelata opportuna: «Eravamo da dieci minuti sul pullman quando abbiamo sentito un boato fortissimo del drone che è caduto. A quel punto hanno evacuato completamente l’aeroporto; siamo stati fortunati». La tensione è stata altissima: «Il momento più brutto è stato forse il boato dell’esplosione all’aeroporto».

Inizialmente, in assenza di comunicazioni ufficiali, i turisti hanno monitorato la crisi dai cellulari: «Cercavamo di rimanere informati guardando i media». Veronica descrive uno scenario surreale ai terminal rimasti accessibili esclusivamente per le procedure di rimpatrio: «L’aeroporto è attivo e funzionante, i negozi e i ristoranti sono aperti, ma è deserto».

Nonostante la gravità degli eventi, il personale ha gestito l’emergenza con professionalità: «Lo staff ha cercato di rimanere calmo, così siamo rimasti calmi anche noi». La permanenza è stata però scossa da allarmi continui: «Quando suona l’alert bisogna ritrovarsi nelle hall lontano dalle finestre. Arriva un messaggio che avvisa di un pericolo di attacco missilistico. È veramente una brutta situazione».

Per il rimpatrio, la compagnia ha istituito voli speciali, dato che i voli di linea sono stati soppressi. Per sfuggire a questo clima di allerta, parte del gruppo ha optato per un rientro alternativo: «In dieci su quindici abbiamo deciso di non andare a Milano, ma a Monaco per poi rientrare in macchina», evitando l’attesa per alcuni voli per l’Italia previsti solo a tarda notte. Una situazione realmente angosciante quella in cui si è ritrovata Veronica con il suo gruppo.

Intanto la Farnesina invita a seguire le comunicazioni ufficiali e registrarsi su Viaggiare Sicuri e www.dovesiamonelmondo.it, mentre il Ministro Tajani conferma: «Sono pronti nuovi voli per rimpatriare gli italiani dal Medio Oriente».

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