Viaggio tra i cimiteri di periferia: una frana alle spalle, le lapidi inclinate e il verde ovunque
Il reportage A Camnago Volta il terreno è rimasto scoperto. Ragnatele e calcinacci tra le tombe di Civiglio. A Lora uno dei camposanti in migliori condizioni
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Non hanno scelto di riposare nella terra, eppure nonostante si trovino nei colombari, una novantina di defunti sembrano sul punto di essere seppelliti comunque. Perchè alle spalle c’è una collina franata.
Colpisce l’immagine che ci si trova davanti una volta varcato il cancello del cimitero di Camnago Volta, situato a ridosso di un terreno in pendenza, che è franato con l’alluvione del settembre 2025. Dopo una prima interdizione al pubblico, il cimitero era tornato interamente accessibile. Però quella rete arancione è sempre restata, così come la massa di terra a vista, pronta a diventare fango sotto il primo temporale. Nel caso, è questione di pochissimi metri prima che la colata arrivi ai colombari, perchè nemmeno il verde selvaggio cresciuto in questi mesi può tenere ferma la terra. Sulla collina che porta il nome indimenticabile di Volta, il cimitero nuovo di via Clerici pare proprio essersi perso nell’oblio.
Qui, oltre allo smottamento irrisolto c’è un altro storico problema: quello delle tombe che sprofondano. Una particolarità accentuata al piano rialzato del cimitero, che fa apparire i lastroni e le lapidi inclinate, non sempre nella stessa direzione, come se stessero scivolando sotto la ghiaia. Ritornano, come negli episodi precedenti di questo reportage tra i cimiteri cittadini, casi di infiltrazioni e scrostamenti dei muri, che però a Camnago Volta hanno colpito anche un muro interno della chiesetta. Lo stesso vale per la gestione del verde. Va detto che il Comune, nelle prime due settimane di agosto, ha effettuato operazioni di diserbo chimico sulle pavimentazioni di tutti i cimiteri, ignorando però, a Camnago come negli altri quartieri, il verde verticale, quello relativo ad alberi e piante rampicanti che hanno radici fuori dal cimitero, ma si espandono al di qua del muro perimetrale.
A Lora la situazione è migliore
E pensare che, a pochi minuti di macchina da Camnago Volta, il cimitero di Lora versa in condizioni molto diverse. Anzi,è forse il camposanto in periferia messo meglio perchè, al di là dei problemi comuni tra cui umidità e porzioni di muro staccate, non mostra particolari segni di degrado a chi ci entra. Tra l’altro, nonostante abbia fin dall’entrata le scale, è parzialmente attrezzato con rampe, che permettono anche ai visitatori che usano carrozzine o deambulatori di accedere almeno al campo più in basso. Anche qui, avendo il bosco alle spalle, ci sono problemi con la vegetazione, tra cui lunghe fila di rovi che ricadono - in un caso ad altezza occhi -verso i colombari. C’è poi l’immagine curiosa di una palma, forse dimenticata in un vaso sotto la scala, e ora cresciuta a dismisura fino a riempire tutto il vano, ma non è d’intralcio a chi passa da quel punto.
Un albero “impossibile”
A proposito di verde selvaggio e tenace, ancora più particolare è l’albero “impossibile” segnalato al cimitero di Civiglio, il camposanto più alto e piccolo di tutta la città. Un albero impossibile perchè non cresce dalla terra ma da un muro verticale e, per vederlo, bisogna alzare gli occhi verso la parete di una cappellina. In tutto e per tutto legnoso, con foglie fresche, vien da chiedersi dove abbia trovato la terra e il nutrimento per ingrandirsi (in orizzontale). Certo è che, a furia di farsi spazio con le sue radici, ha fatto cadere dei piccoli calcinacci sulle tombe sottostanti.
Un piccolo dettaglio che contribuisce all’atmosfera spettrale del camposanto di Civiglio,a due passi dalla famosa frana di via dei Patrioti e casa di circa 600 persone. Strutturato su più livelli, questo cimitero vede i segni più evidenti di abbandono nelle due zone dei colombari: quella a destra, salita la scala di metallo e quella nel corridoio basso, sotto il piano delle cappelline. Muri ammalorati, pavimenti crepati e tante, tantissime ragnatele, vecchie e spesse, quasi come fossero veli di seta, accumulate là dove le pareti fanno angolo. I cestini per buttare i fiori vecchi, così come gli innaffiatoi e le scope, ci sono, ma non hanno più spazio: i sacchi sono pieni, tutti, anche fino all’orlo, con boccioli rugosi e marroni che sbucano dal coperchio. Resta da vedere se, dopo il giro delle “succursali”, la sede centrale del circuito cimiteriale sia oggetto di qualche attenzione in più.
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