Dopo RapiNews24 ecco la Trump Tv

Anche il presidente degli Stati Uniti, come il sindaco di Como Alessandro Rapinese, lancia un canale di comunicazione diretta con i cittadini, saltando l’intermediazione giornalistica. Un segno dei tempi

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Como

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump copia il sindaco di Como Alessandro Rapinese? O si tratta solo di un segno dei tempi prodotto dall’innegabile declino della professione giornalistica e dall’altrettanto innegabile fastidio, manifestato da numerosi leader di destra e di sinistra, nei confronti di chi cerca ancora di fare questo mestiere? Riflessioni che nascono dalla notizia del lancio, da parte del leader Usa, della Trump Tv, la piattaforma streaming attiva 24 ore su 24 dedicata agli eventi dell’amministrazione. Un’iniziativa che presenta numerose analogie con RapiNews24, il canale social di informazione diretta attraverso cui il sindaco si rivolge ai comaschi. Entrambi critici con il mondo dell’informazione, Rapinese e Trump - mutatis mutandis - scelgono di comunicare direttamente con i cittadini, saltando l’intermediazione giornalistica.

Trump ha scelto un discorso del 3 luglio, nell’ambito dei festeggiamenti dei 250 degli Stati Uniti, per lanciare la sfida al boicottaggio dei grandi network nazionali, all’interno di una diretta priva di filtri intermedi dal titolo emblematico “Trump TV: The Essentials Station”. Dopo la revoca degli accrediti stampa ai giornalisti di Cnn, MsNow e Politico nella sua perenne lotta personale alle «fake news», il presidente americano ha ora l’ambizione di rendere superflua la scelta del pool tv della Casa Bianca di oscurare alcuni eventi in solidarietà alle tre testate escluse.

«Guarda i momenti più importanti dell’amministrazione Trump, tutti in un unico posto», si leggeva nella descrizione del canale su YouTube. «I migliori video, i discorsi principali e i momenti salienti da non perdere, in streaming 24 ore su 24 e aggiornati in tempo reale. Resta informato e aggiornato!». La Casa Bianca ha usato una descrizione simile su X, aggiungendo però: «Non tutti i grandi momenti sono arrivati in TV; ora possono farlo». Un’integrazione delle trasmissioni è prevista anche tramite una finestra YouTube nel sito web della Casa Bianca, malgrado non sia ancora chiaro se Trump TV trasmetterà anche eventi in diretta con la partecipazione del presidente e della sua amministrazione.

L’iniziativa ha scatenato le inevitabili polemiche. Il governatore democratico della California Gavin Newsom, con possibili proiezioni per le presidenziali del 2028, ha attaccato a muso duro, osservando che «prima Trump ha bandito l’informazione indipendente dalla Casa Bianca. Ora sta lanciando quella che è, a tutti gli effetti, una TV di Stato per cercare di oscurare il fatto che lui e la sua amministrazione corrotta stanno deludendo il popolo americano. È un comportamento davvero autocratico da parte di un presidente fallimentare».

Weijia Jiang, ex presidente della White House Correspondents’ Association, ha condannato la mossa e ha sottolineato, in un’intervista a Fox News, che gli Usa non dispongono di media controllati dallo Stato. «L’America non può avere una tv di Stato. È proprio questo che rende l’America tale. La necessità di attori indipendenti che possano svolgere il ruolo di osservatori. E se il governo ti mostra solo ciò che vuole, allora devi chiederti: cosa ci stiamo perdendo?».

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