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Le nostre tasche. Ultime ore per il pagamento, coinvolti in tutto circa 20mila comaschi. La maggior parte dei versamenti arriva da seconde case, che in città sono circa 24mila
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Ultimi due giorni per i circa 20mila comaschi proprietari di seconde case, spazi commerciali, box, capannoni industriali, magazzini, aree edificabili e abitazioni di lusso per versare la prima rata dell’Imu. Quest’anno Palazzo Cernezzi, tra prima (scadenza fissata per domani) e seconda rata (che scadrà il 16 dicembre) conta di incassare 350mila euro in più rispetto al 2025 in conseguenza di una serie di accertamenti effettuati che, nell’ottica dell’amministrazione, porteranno a maggiori introiti. L’anno scorso Palazzo Cernezzi aveva infatti messo a bilancio un incasso annuale pari a 29 milioni 250mila euro derivante dall’Imu, mentre per il 2026 la cifra è stata ritoccata verso l’alto arrivando a 29,6 milioni.
Sul fronte delle aliquote e delle modalità di pagamento, invece, non è cambiato nulla. La tassa sugli immobili non si paga per la prima casa (riguarda anche anziani ricoverati in Rsa a condizione che la proprietà non sia data in locazione), purché non figuri al Catasto nelle categorie di lusso (A1, A8, A9). Queste ultime sono circa 500 in città, pagano lo 0.60% ma è prevista una detrazione di 200 euro. Non si paga nemmeno per i terreni agricoli in quanto il capoluogo è considerato come “ricadente in area montana o di collina” ed è quindi esente dal 2016. Non pagano nulla nemmeno i fabbricati rurali dal 2020 e gli immobili dati in comodato gratuito al Comune per l’esercizio di funzioni istituzionali.
La gran parte dei versamenti arriva a Como dalle abitazioni diverse dalle principali che, in base alle ultime stime, sono circa 24mila. Le seconde case hanno l’aliquota dello 0.96%, valida anche per le aree fabbricabili e per gli altri tipi di edifici (con alcune particolari eccezioni). Per gli immobili classificati come opifici, alberghi e pensioni, teatri, cinematografi, sale concerti, case di cura e ospedali (con fine di lucro), per esercizi sportivi (con fini di lucro) e ancora fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un’attività industriale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni, ponti privati o edifici galleggianti si paga lo 0,76%. Stessa aliquota per categorie B e C: collegi, convitti, ricoveri, conventi, seminari, caserme, ospizi, case di cura e ospedali (senza fine di lucro), scuole e laboratori, negozi e botteghe, locali per esercizi sportivi (senza fine di lucro), stalle, scuderie, autorimesse (senza fini di lucro). Quella più alta, pari all’1,06% è riferita agli immobili di categoria catastale D5 (istituti di credito, banche, assicurazioni) e supermercati. Misura particolare per i fabbricati di interesse storico-artistico (va fatta una dichiarazione apposita per certificarlo) che hanno diritto a uno “sconto” dell’Imu pari al 50%.
Per il calcolo dell’Imu, se non ci si rivolge al commercialista di fiducia, è possibile scegliere il fai-da-te andando quindi sul sito web del Comune. Nell’apposita sezione dedicata all’Imu si trova infatti un calcolatore che, inserendo i dati catastali, fornisce in automatico il documento compilato e pronto per il pagamento che può essere fatto con il modello F24 direttamente on line oppure agli sportelli bancari o postali.
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