(Foto di archivio)
Via Napoleona Decine di vecchie auto, arredi, stufe, addirittura videogiochi. Sette palazzine e più di 100mila metri cubi ancora in attesa di destinazione
Lettura 1 min.Stufe vecchie, video giochi, un centinaio di letti da ospedale nuovi abbandonati, armadi, una sessantina di auto da vendere o rottamare. Passeggiando per il vecchio Sant’Anna ci si può imbattere in un ex pollaio, nella casa delle suore, oppure nella scuola degli infermieri. Tutte palazzine vuote, dai lunghi e grandi corridoi bui e silenziosi. A Camerlata più di 15 anni fa è stato chiuso a chiave un intero quartiere, un pezzo di città che doveva essere ridisegnata e che invece è stata in parte dimenticata. Dentro alla vecchia Pediatria entrando da via Colonna rimangono un centinaio di letti acquistati durante le prime settimane della pandemia, altri duecento circa sono stati regalati alla popolazione ucraina la scorsa estate. Percorso il pian terreno, verso l’ex Chirurgia c’è un video gioco anni Novanta in mezzo a una sala, sopra all’ultimo piano un bellissimo soffitto di travi di legno, dai vetri si vede il cielo.
Sulla collina grande 83mila metri quadrati la vera cittadella sanitaria conta 29.745 metri di pavimento, sono sei edifici, il più grande è il monoblocco, il principale presidio a nove piani dove funzionano ambulatori e studi medici. Poi d’’attorno ci sono altri undici stabili, totale 177.026 metri cubi. Di questi da recuperare 109.226 metri cubi, ovvero sette palazzine ad uso residenziale o terziario. Nei documenti vengono elencati altri quattro edifici, con 51.642 metri quadrati ad uso pubblico, il progetto originario comprendeva una piazza. Tra vendite e demolizioni qui doveva sorgere un «quartiere nuovo, ricettivo e d’eccellenza» attraverso «il riuso di una parte della città nel rispetto dell’ambiente e della storicità dell’impianto».
E invece è andata diversamente. Nel 2016 un tentativo di vendita non ha avuto esito. L’Asst Lariana nel tempo è riuscita a salvare e ristrutturare il monoblocco e qualche altro edificio, il nuovo ospedale di comunità in cima alla collina, l’ex centro prenotazione. Quanto al resto nelle scorse settimane sempre l’Asst Lariana ha domandato alla Regione di convocare il tavolo con tutti gli enti interessati a proposito del destino di via Napoleona e del futuro del nuovo ospedale Sant’Anna, alla luce di un investimento da cento milioni di euro per ingrandire il presidio al confine con San Fermo.
«Tale iniziativa è volta a promuovere la convocazione dei rappresentanti delle amministrazioni interessate per la definizione del relativo accordo. Si rileva inoltre che ad oggi, rispetto a quanto indicato nell’accordo di programma del 2003 e successivi atti integrativi, non risulta ancora attuata nella sua interezza la riqualificazione dell’area dell’ex Sant’Anna in via Napoleona». Si attende una risposta, Regione ha fatto sapere che sta verificando se davvero è necessario convocare il tavolo cui sedevano anche la Provincia e i Comuni di Como, San Fermo e Montano. La precedenza ora è data alle scadenze del Pnrr, raccontano fonti interne alla Regione, a giugno i cantieri devono chiudere, poi però anche Camerlata merita attenzione.
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