Giardini a lago, né peri né ciliegi: autorizzati i lavori in variante

L’area verso lo stadio Arriva l’atteso via libera dalla Soprintendenza. Scontro via social tra il sindaco Rapinese e il consigliere regionale Gaddi

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Como

Per usare un’immagine calcistica: uno a uno e palla al centro. Si può riassumere così la decisione della Soprintendenza sulla perizia di variante inviatale dal Comune nei mesi scorsi sui giardini a lago che comprende lo stralcio dell’area verso lo stadio, ma anche la decisione sulla ripiantumazione del cannocchiale dopo il taglio dei ciliegi avvenuto all’inizio di novembre.

Tutto rimane come è adesso

L’Ente di tutela del paesaggio ha infatti stabilito che il cannocchiale rimarrà esattamente come è adesso, senza ciliegi (come chiedevano a gran voce l’opposizione, associazioni e il Comitato che già si era battuto per via Venti Settembre), ma senza nemmeno i peri che il Comune aveva inserito nel documento su indicazione dell’agronomo. Insomma, né peri né ciliegi, ma nuovi lampioni.

La Soprintendenza «autorizza per quanto attiene alla tutela architettonica, l’esecuzione delle opere in variante» con due prescrizioni. Viale Marconi dovrà essere «preservato senza alcuna piantumazione coerentemente con il progetto già autorizzato da questo ufficio con nota del 29 novembre 2021». A questo si aggiunge una prescrizione ulteriore che riguarda l’illuminazione: «Poiché la rimozione dei precedenti esemplari di pruni – si legge nel documento – ha messo in luce i pali esistenti dell’illuminazione pubblica, se ne preveda la sostituzione con corpi illuminanti coerenti con gli altri elementi già oggetto del più generale progetto di riqualificazione del lungolago e di viale Geno». In pratica dovranno essere tolti i lampioni di foggia particolare che erano stati collocati nell’ultima riqualificazione degli spazi avvenuta all’inizio degli anni Duemila.

Botta e risposta in video

È stato il sindaco Alessandro Rapinese a comunicare ieri con un video diffuso sui suoi canali social l’ok della Soprintendenza. Video nel quale ha attaccato frontalmente il consigliere regionale di Forza Italia Sergio Gaddi, che si era speso per chiedere di rimettere i ciliegi al posto dei peri e che, a sua volta, ha replicato con un altro video.

Il sindaco nel suo intervento sottolinea la data del 29 novembre 2021, quando al governo della città c’era Mario Landriscina. «A chiedere l’abbattimento dei ciliegi senza nessuna ripiantumazione non è stato Rapinese, è stato il centrodestra di cui Forza Italia faceva parte». Seguono poi una serie di sfottò al forzista e ancora: «Come è possibile che Gaddi da sempre in Forza Italia, nel centrodestra, berlusconiano doc non abbia mai protestato per il fatto che nel 2021, ben prima di Rapinese, il suo partito abbia voluto un progetto chiedendo alla Soprintendenza di segare tutti i ciliegi del Tempio Voltiano (cosa su cui peraltro sono d’accordo)?».

A stretto giro la replica di Gaddi, con visione opposta: «È la sua ennesima sconfitta perché lui aveva chiesto di mettere i peri e quindi ancora una volta è stato sbugiardato in maniera totale, radicale. Dice che la colpa del taglio è della giunta Landriscina, quindi anche mia. Al di là del fatto che nella giunta Landriscina io non c’ero ma, in ogni caso, io non sono un codardo come lui. Io esprimo un pensiero libero come al solito e anche di fronte al mio partito dico quello che continuo a sostenere che cioè è una scelta sbagliata perché lì ciliegi c’erano e ciliegi secondo me avrebbero dovuto continuare a esserci».

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