Giardini a lago, ok alla variante: si sblocca il cantiere

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Como

Mercoledì sull’albo pretorio è spuntato un documento che, tra i tanti che vengono pubblicati, era forse il più atteso. Si tratta dell’approvazione del progetto di variante in corso d’opera della riqualificazione dei giardini a lago.

Un documento con altri 37 documenti allegati, che dà nuova benzina al cantiere vista lago iniziato nel 2024 e non ancora terminato. Negli ultimi mesi più opere sono state messe in pausa proprio perchè si attendeva l’approvazione alla variante, un via libera che doveva arrivare in primis dalla Soprintendenza poichè si tratta di un’area vincolata.

A giustificare la perizia di variante proposta dal Comune c’erano stati più motivi: un terreno «non pienamente rispondente alle prestazioni richieste per l’impianto delle opere a verde», reti e impianti danneggiati o interferenti con il progetto, la volontà di migliorare la fruibilità degli spazi e, non da ultimo, l’entrata del Como in Serie A che ha obbligato la Questura a riorganizzare la gestione dell’ordine pubblico proprio nell’area confinante con lo stadio.

Documento alla mano, la variante approvata stralcia in modo ufficiale l’area più a ovest dei giardini, utilizzata in occasione delle partite del Como per i bus delle tifoserie ospiti. Cestinata anche la proposta di piantumare lungo il cannocchiale i 38 esemplari di Pero Chanticleer. Cambiano anche alcuni spazi pedonali, sia nei percorsi che nelle dimensioni. Le panchine e i punti luce che dovevano andare nell’area ovest vengono ricollocati e diverse pavimentazioni cambiano nei materiali. C’è poi la questione dei giochi in cemento di Luisa Parisi. All’inizio si pensava di spostarli e ricoloccarli nei giardini a lago, ma con la variante si è deciso di trasferirli in un deposito comunale perchè «risultano datati e non conformi alle normative vigenti in materia di sicurezza, e pertanto non idonei all’utilizzo da parte dell’utenza». Modifiche in programma anche per la rete fognaria e quella elettrica, quest’ultima per via di componenti vecchi non conformi, ma anche per colpa dei danni alle infrastrutture elettriche in parte riconducibili alle attività che la prima azienda appaltatrice non ha svolto correttamente. In tutto, le modifiche della variante comporteranno un aumento della spesa del 30% circa.

Sono passati due mesi dal 24 maggio, il giorno in cui il sindaco Alessandro Rapinese festeggiava l’inaugurazione parziale dei giardini. Davanti alle reti di cantiere, che chiudevano tutta la parte ovest dei giardini e qualche altra zona, compresa la battery, aveva parlato proprio della perizia di variante. «Le tempistiche purtroppo non dipendono da noi. Abbiamo dovuto interrompere alcune opere in attesa di questo permesso» aveva detto quel giorno il primo cittadino. Ma ora, con la firma dell’architetto Luca Noseda, c’è il via libera a procedere. All’appaltatore vengono dati ulteriori 90 giorni dalla ripresa dei lavori per terminare le opere mancanti, quindi l’ipotesi della riapertura totale dei giardini potrebbe aggirarsi nella seconda metà di ottobre. E forse, anche questo capitolo della città, non privo di imprevisti, potrà chiudersi.

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