Giardini, l’ombra della “battery”. «Sfregio di cemento al parco»
Verde Fa discutere la struttura di 75 metri destinata a ospitare servizi e spazi espositivi. L’architetto Ceruti: «Non sarebbe meglio avere più “bosco” e meno spazi edificati inutili?»
Il cantiere dei giardini a lago, in attesa dell’approvazione della proposta di variante (che contiene, tra l’altro, la sostituzione dei ciliegi giapponesi già tagliati a inizio novembre con i peri cinesi con tutte le polemiche in corso), sta proseguendo in modo spedito nella zona della cosiddetta “battery”, verso lo stadio. E man mano che la struttura si sta sviluppando nel concreto rispetto al progetto su carta si sollevano anche diverse voci critiche.
Sia dal punto di vista estetico, ma anche per la sicurezza una volta completato il cantiere che, in base alle tempistiche annunciate, dovrebbe essere pronto per il 26 aprile, ma i tempi slitteranno in avanti almeno di un paio di mesi.
«Scheletri in bella mostra»
Molto dura l’architetto Lorenza Ceruti, nota anche per i suoi scatti fotografici in cui coglie particolari di monumenti e scorci cittadini. «L’”inquietanza” maggiore nella zona dei giardini – fa notare riferendosi alla struttura che sta procedendo - a mio avviso, sono questi scheletri in bella mostra che preoccupano». E ancora: «C’è da chiedersi se, dopo dieci anni dal progetto, una battery (una “strisciata edificata”) abbia ancora senso e soprattutto se abbia senso inserire nella battery una biblioteca (20mq?) e una esposizione (20 mq?). Questi scheletri non possono che riportarci ad un altro “oggetto” che fino ad adesso sembrerebbe inutile...la sala d’aspetto del “nuovo” lungolago, posizionata lì probabilmente solo per fare simmetria con la biglietteria. Non sarebbe meglio avere “più bosco e meno piccoli spazi edificati inutili? Il verde, specialmente in un parco, funziona sempre, mentre i piccoli servizi pubblici funzionano solo se rispondono a un bisogno reale e, in questo caso, non si può neanche dire che la battery porti bellezza».
La struttura
La struttura prevede da progetto «una superficie con larghezza di 16,50 m e una lunghezza di circa 75 metri». Le costruzioni sono suddivise in cinque moduli: servizi igienici autopulenti e locale termico (24 mq), una piccola biblioteca con una parte storica sui giardini da 35 mq e ancora un modulo per le mostre da 35 mq, un chiosco da 35 mq e un secondo chiosco da 17 mq. Sulla costruzione è molto critica Elisabetta Patelli, architetto e coportavoce di Europa Verde, che ha sostenuto la mobilitazione per fare rimettere i ciliegi del cannocchiale: «Il progetto introduce gradonate di cui non è chiara la reale necessità e, soprattutto, la realizzazione della cosiddetta “battery”, una struttura in cemento destinata a ospitare un piccolo bar, una biblioteca tematica sul parco e un microspazio espositivo. Ma di cosa stiamo parlando? Forse diventerà rifugio notturno per qualche disperato...». L’ex assessore Nini Binda, l’ultimo a riqualificare i giardini a lago nel 2000, contesta la “battery” già dal progetto originario e ora che si sta realizzando commenta una foto: «I giardini saranno sfregiati da questa “Battery”, difficile anche da gestire nelle ore notturne dalle forze dell’ordine. Ricorderei un aneddoto come fu definita “la corazzata Potemkin” :una ca....... pazzesca».
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