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L’allarme Dilagano nuove forme di disagio psichico, diminuiscono le risorse per sostenere la legge Basaglia - L’ex primario Fraticelli: «Tante le fragilità tra i minori»
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Disagio psichiatrico: aumenta la pressione. Il pubblico ha bisogno di una nuova classe di psichiatri per rispondere al crescente bisogno di cura, così la pensa Carlo Fraticelli, a lungo alla guida a Como del dipartimento di salute mentale al vecchio Sant’Anna.
«Le difficoltà sono evidenti – commenta l’ex primario – i servizi per la salute sono in crisi anzitutto perché aumentano le richieste d’aiuto sul territorio. L’ultimo rapporto nazionale racconta di una mole crescente di pazienti e una fatica nell’accesso alle cure da parte di famiglie e parenti, soggetti che necessitano di un ulteriore sostegno. Inoltre è cambiato il quadro clinico, negli ultimi anni sono emersi maggiori fragilità nella fascia giovanile, ansia, problemi comportamentali nuovi e complessi. Sono esplose le dipendenze, da sostanze e non solo, come pure dalla nostra società emerge l’isolamento e la depressione delle persone più anziane. Di fronte c’è uno stato di sofferenza del servizio pubblico in mancanza di specialisti. Con differenze marcate tra sud e nord e tra metropoli e provincia, con le aree più periferiche maggiormente penalizzate perché meno attrattive».
La legge Basaglia per Fraticelli resta un faro, ma ha bisogno di menti e braccia perché resti concreta. «Servono nuove energie. Mi auguro che a Como la nuova direzione della Psichiatria dell’Asst Lariana, che è anche responsabile del corso di specializzazione universitaria, riesca ad attrarre giovani medici. Ma in generale dobbiamo riportare i medici nel pubblico. Al di là della fuga verso la Svizzera, qui tanti scelgono il privato. Perché l’ambulatorio è più comodo, ci si può spendere facendo visite nei tanti poliambulatori, mentre le notti nel reparto di Psichiatria sono più faticose, tra casi acuti, episodi di tensione, trattamenti sanitari obbligatori, Pronto soccorso. Manca un riconoscimento, anche in termini di retribuzione, servono più fondi per le buste paga. Si perché è il pubblico che regge davvero la rete delle cure, che fa prevenzione, tampona le urgenze».
Rispetto al fabbisogno manca circa un terzo del contingente degli psichiatri, non solo a Como, dove pure sono tornati in servizio diversi psichiatri pensionati, ben oltre i 70 anni. «È un impegno però diverso, da liberi battitori – dice Fraticelli – non sono colleghi integrati all’interno di un sistema di équipe, come immaginavamo all’indomani della riforma Basaglia. Credo dunque che sia necessario invitare i giovani, spiegare loro quanto sia importante questo mestiere. La psichiatria è una vocazione nobile, un lavoro appassionante e interessante, di grande rilievo per la nostra società. Anche riflettendo su episodi drammatici, come appena accaduto a Modena, che nascono da bisogni relativi alla salute mentale».
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