Cronaca / Como città
Martedì 06 Gennaio 2026
Guasto tecnico, turisti comaschi bloccati in Egitto
Disservizi Decine di voli cancellati nel fine settimana. La testimonianza: «Nessuna informazione per 24 ore»
Un guasto tecnico ai sistemi radar in Grecia ha avuto come conseguenza anche la cancellazione di diversi voli in programma nel fine settimana tra l’Egitto e l’Italia.
Tra le decine di turisti bloccati a Sharm el-Sheikh - località turistica sul Mar Rosso - ci sono anche Romina Iacobone, 42 anni, di Cantù, e il suo compagno.
L’aereo che avrebbe dovuto riportarli a casa atterrando a Malpensa doveva decollare domenica pomeriggio alle 15. Invece nulla. Circa ventiquattr’ore dopo, nella giornata di ieri, è stato riferito dalla compagnia aerea che la partenza per lo scalo milanese sarebbe stata possibile soltanto nella notte tra ieri ed oggi con un volo charter: un’odissea che ha comportato una permanenza forzata all’estero di circa 36 ore oltre il previsto.
«Al lavoro hanno dovuto sostituirmi nei turni - riferisce la protagonista di questa disavventura -. Per un giorno intero non abbiamo saputo nulla. Non abbiamo avuto risposte puntuali. Soltanto nel primo pomeriggio di oggi (di ieri, ndr) ci è stato comunicato che avremmo avuto un volo nella notte: speriamo davvero che sia così. Nel mio gruppo ci sono turisti provenienti dalle province di Milano, di Sondrio e di Varese: in tutto siamo più di cento persone».
La vicenda è stata seguita anche dal consolato italiano in Egitto. «Buongiorno, vi garantisco che l’Ambasciata italiana al Cairo sta seguendo il caso - un messaggio arrivato sul cellulare della turista di Cantù - Diversi connazionali nella vostra stessa situazione. Abbiamo diversi contatti e qualora ci fossero aggiornamenti sarà nostra premura informarvi».
Per parecchie ore, comunque, l’unica possibilità per tornare in Italia è sembrata l’acquisto di ulteriori biglietti aereo, al costo di 600 euro a persona, biglietti che avrebbero comunque consentito ai viaggiatori in attesa, di lasciare l’Egitto soltanto a partire dal 13 gennaio: una situazione che mostra insomma tutta la fragilità di un mondo ipertecnologico ma allo stesso tempo anche parecchio precario.
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