Guerra delle piante. Peri già in fiore,
i ciliegi ancora no
Via Aldo Moro I nuovi alberi sono sbocciati. Quelli di via Venti Settembre salvati dalla Soprintendenza si fanno invece attendere
I peri cinesi con i fiori bianchi di via Aldo Moro hanno battuto, sui tempi di fioritura, i ciliegi giapponesi rosa salvati dalla battaglia dei cittadini a cui sono andati in appoggio Soprintendenza e Tar. Tutte le piante collocate in via Moro sono in questo momento in fiore e la curiosità dei filari bianchi ha attirato chi, della natura, ne fa l’essenza della propria arte da tanti anni. Ieri mattina, nella zona vicina alla stazione Borghi, c’era il pittore uzbeko Camolgion Babaev che con tela, tavolozza, pennelli e colore stava riproducendo i peri bianchi fioriti. L’artista era noto in via XX Settembre perché presente in più occasioni e in particolare nell’aprile del 2019 era stato fotografato mentre dipingeva dal vivo i ciliegi insegnando la tecnica a un’allieva di otto anni. Alla domanda se siano più belli i peri o i vecchi ciliegi risponde con un sorriso, ma assicura che appena fioriranno i ciliegi di via Venti Settembre tornerà anche a riprodurre loro.
«Il mio problema principale – racconta – è trovare il tempo, ma la natura è sempre bellissima». In via Venti Settembre sono in molti ad aspettare la ormai tradizionale (va avanti dal 1947) fioritura dei ciliegi che, per ora, sono ancora racchiusi nei boccioli. Da sempre gli alberi rosa attirano visitatori in Giappone, dove i sakura sono considerati piante sacre e simbolo della bellezza e della caducità poiché i fiori durano pochissimo. A Lugano i 40 ciliegi giapponesi di via Beltramina sono pubblicizzati come punto di attrazione e vicino a Torino, a Venaria reale, per la fioritura di quest’anno sono stati organizzati eventi giapponesi e aperture serali per ammirarli illuminati o sotto la luna.
A Como il viale dei ciliegi, a cui molti residenti sono affezionati, è stato vincolato dalla Soprintendenza a inizio febbraio: «La valenza identitaria degli esemplari piantanti per la prima volta nel 1947, quale simbolo di pacificazione e rinascita e al tempo stesso di riscatto dagli orrori della guerra – ha scritto la Soprintendente Beatrice Maria Bentivoglio-Ravasio salvandoli dall’abbattimento - e la profonda affezione, cresciuta negli anni, dei cittadini per quello che a tutti gli effetti deve intendersi come un bene della comunità di eredità culturale». Ora, nell’attesa di vedere i ciliegi rosa, ci si può tuffare nelle nuvole bianche dei peri ornamentali
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